martedý 21 gennaio 2020
 
 
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Andrea Crostelli

crostel.jpgANDREA CROSTELLI

dal 23 novembre al 5 dicembre  all'atelier dell'ARCO AMOROSO,
dalle 16 alle 20

dal 6 dicembre al 12 dicembre a S Paolo di Jesi


Molte persone , fornite di carta e penna, mentre sono intrattenute al
telefono, si dilettano nel disegnare numeretti, ghirigori, figure stereotipate
e consunte che fanno parte del loro mondo inconscio da sempre. Così crostelli,
con le sue marine dipinte ad olio su cartoncino(quello"rubato" dalle buste
delle collant), fa saggiare a noi- insunto- un denso lato del suo universo
interiore, quello per lui quasi scontato, perchè trattasi di emozioni tritate e
ritritate nel tempo che di riflesso vengono a fissarsi nei "momenti di
disinpegno".
Crostelli ama essere investito dal flusso creativo, come gli è di
consuetudine, ama la sorpresa che qui viene a mancargli se non eccezionalmente.
Eppure quello che all'artista non stupisce più di tanto non è detto che sia
recepito alla stessa maniera da chi intende calarsi nelle sue opere.
Tutt'altro, quel lato intriso di esperienze vissute, emozioni incamerate giunge
a noi come una ricchezza che conserva genuinità e freschezza accanto al sapore
forte di ciò che è maturo, consolidato.
Il materiale riciclato su cui dipinge il pittore-poeta di Ostra si sposa a
meraviglia con l'intimità del suo pennello.
le cose umili si esaltano in tutto, particolarmente nell'arte che ha per
caratteristica il trasformare in bello anche il piccolo, ciò che nasce dal
nascondimento.
Queste ultime marine di Crostelli perlano un linguaggio semplice e raffinato
insieme, sono vigorose e al contempo calibrate, misurate in ogni tratto, sono
il tutto e il contrario del tutto. Queste marine sono figlie anche esse della
sospensione in cui vive l'artista seppur in modo meno evidente di tante altre
opere perchè poggiAggiungi un appuntamento per oggiano sul basamento dell'assimilato, sulle fondamenta di un
congegno astratto che ha trovato però per lui una formula esecutiva divenutagli
familiare, risolta in sintesi.
Già nel 2003 troviamo una prima serie di marine su cartone, realizzate
comunque dall'autore de "Nei mari di Melville " con una variante: il cielo è
composto da striscie verticali di colori tenui che piovono dall'alto in basso.
Nelle tavole del 2010 mare e cielo sono entrambi su linee orizzontali. Allora
si trattava di un'unica sequenza (tipo fotogrammi cinematografici o ancor
meglio fumettistici ), di otto pezzi suddivisa in due quadri. Il lavoro attuale
è un insieme di cinquanta cartoncini, alcuni autoconclusivi, altri che, per
"raccontare la propria storia", formano gruppi di due, tre, quattro, massimo
cinque elementi a tassello. Il titolo "Luna d'a mare" che Crostelli ha scelto
per la mostra di Ancona: Atelier dell'arco amoroso- 23 nov./ 5 dic. orari:
feriali 16-20, festivi 10-12 & 16-20 sta ad indicare che egli dal mare si è
tuffato sulla luna: luna da amare, luna che rappresenta il proprio cuore,
quindi più che mai un tuffo negli abissi di se stesso. Perciò la luna è rossa:
un rosso permanente scuro che predomina e si fa sangue. Luna prima trainata da
nuvole, poi lasciata sola in un cielo blu notte del fondo cartoncino, e infine
accerchiata da oche in contro luce che ricamano quegli spazi smisurati. La
mostra si chiude con una terza tematica: quella dei nudi di donna, con vicine,
o addirittura incorporate ad essi, pulcinelle di mare nella veste di "
spiritelli" di buona compagnia.

 
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