domenica 16 dicembre 2018
 
 
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ATHOS FACCINCANI
francicani.jpgATHOS FACCINCANI
ASTI, IL PALIO  E I COLLI DI…VINI
Paesaggi e vigneti candidati a patrimonio dell’Unesco
ART & WINE GALLERY
Palazzo Medici del Vascello
Piazza Roma 13 - ASTI
4 dicembre 2010 – 30 gennaio 2011




Con i suoi caleidoscopici, caldi e luminosi colori il maestro Athos Faccincani, famoso in tutto il mondo per i suoi paesaggi marini (Liguria, Venezia, Positano, Santorini) intepreta le bellezze artistiche di Asti che pone come sfondo dei suoi “racconti di luce” sul Palio e i colli di…vini, ovvero vigneti e paesaggi dell’Astigiano, patria del vino per antonomasia. Promossa dalla rivista Art & Wine, magazine di arte ed enogastronomia diretto da Fabio Carisio, negli spazi dell’Art & Wine Gallery per il ciclo “Arte nel Castello”, questa mostra è organizzata in collaborazione alla galleria NoliArte (diretta da Santo Nalbone), e con Coldiretti di Asti, Accademia Greci Marino, le aziende vitivinicole Bera e CarliDePaolo e gode del patrocinio del Comune di Asti.

ITALIAN WINE’S EMBASSADOR
L’iniziativa astigiana non è che un progetto-pilota volto a promuovere la figura di Athos Faccincani come Ambasciatore del vino italiano (Italian Wine’s embassador) nel mondo. Un’idea sicuramente ambiziosa che vede due gallerie d’arte contemporanea ed una rivista in sinergia per concretizzarla. Ma è anche un progetto che ha già saputo calarsi ed integrarsi col territorio in virtù del sottotitolo della mostra: Paesaggi e vigneti candidati a patrimonio dell’Unesco. L’esposizione diviene dunque occasione per promuovere l’iniziativa partita da Canelli con l’intuizione pionieristica della dottoressa Annalisa Conti (ora assessore con delega al Progetto Unesco della Provincia di Asti) e ora condivisa dalle province di Asti, Alessandria e Cuneo e dalla Regione Piemonte. Questa interessante e vivace sinergia impreziosisce questa mostra di arte contemporanea già di per sè unica perchè dipinta dal maestro Faccincani apposta per Asti. Come si potrà ammirare nelle tele riprodotte la luminescente pittura di Athos cattura in un emozionante sfavillio di colori le suggestioni di grappoli d’uva, colline vitate, rose, pergolati, cascine, botti e castelli. Se il maniero di Costigliole d’Asti si staglia mirabile tra il Monviso e i vigneti nei bagliori di luce magistralmente scaturiti sulla tela, di altrettanta corrusca vividezza baluginano i personaggi dei racconti con cui ha voluto celebrare il mito del Palio di Asti, dei suoi  sgargianti sbandieratori e delle eleganti e sontuose processioni. Il lirismo poetico che caratterizza la cifra artistica del pittore veneto gli ha consentito di indagare gli anfratti della leggenda come quelli degli scorci dei vigneti, rivelandoli nella magia dei suoi colori forieri di gioia e felicità, che paiono animare i protagonisti del Palio così come i grappoli d’uva di una vita nuova, eterea, perfetta come in un sogno.

ATHOS FACCINCANI
Nato a Peschiera del Garda nel 1951 Athos Faccincani si interessa di pittura già tredicenne, frequentando l’atelier dell’artista Pio Semeghini, farà studi tecnici ma parallelamente è “ragazzo di bottega” presso i veneziani Novati, Gamba, Seibezzi e i bresciani Ottorino Garosio e Angelo Fiessi. Fondamentale l’incontro con il giornalista Nantas Salvalaggio. «Presentò la mia prima mostra a Desenzano nel 1971, avevo 19 anni... è nata una profonda amicizia, con lui poi ho conosciuto i più importanti intellettuali e artisti a Cortina, dove ho abitato per alcuni anni. Capitava di intrattenersi a discutere sul limitare di un bosco con Indro Montanelli e altri grandi personaggi». Agli esordi a dominare è la figura, poi scompare.. «Per la mia storia familiare e per le circostanze del tempo venni presto a contatto con gli emarginati, con il dolore, che trasponevo sulla tela in opere di impegno civile. Il punto massimo di quel periodo fu la personale Lo spazio visivo della libertà con immagini molto crude di guerra, nel 1980 a Verona. Venne a visitarla il presidente Sandro Pertini, ne fu scosso e ammirato. Quella fase della mia vita finì praticamente allora, avevo somatizzato troppo il dolore della condizione umana. Mi chiesi “Adesso dove vado?” e mi risposi che dovevo andare verso le cose semplici, abbandonare una tavolozza dolente per una più vitale e luminosa. Dal 1981 ho cambiato stile, fondamentale un viaggio in Sicilia, dovevo restare un giorno e sono restato un anno... assorbendo il calore di quella gente e soprattutto la luce.... Ma attenzione io non sono un paesaggista, “attingo” alla realtà ma non la riproduco tale e quale, dipingo in studio e aggiungo a quanto ho visto un po’ di fantasia, di elaborazione. Non voglio farmi condizionare dal paesaggio, l’artista è colui che estrae nuovi significati da ciò che rappresenta».

MOSTRE E RICONOSCIMENTI
Tra le mostre più significative vanno sicuramente citate nel 1982 quelle di Palazzo Vecchio a Firenze e della Galleria Manach, Parigi. Nel 1985 Galleria Odissea, S. Antonio, Texas, Galleria Halper, New York, e Durney Gallery, Toronto. Nel 1987 Novo Hotel, New York, e Galleria Koki Hoffman, Chicago. Nel 1992 Bremen e Stoccarda  con la sponsorizzazione della Mercedes Benz.  Nel 1997 Muralto Inneneinrichtungen, Zurigo, e Burgenstock  Palace, Lucerna.  Nel 2002 Galleria Raffaello, Palermo e Miniaci Art Gallery, Venezia. Nel 2005 Parlamento Europeo, Strasburgo, e Mostra Antologica Istituzionale presso il Complesso Monumentale del Vittoriano, Sala del Giubileo, Roma, con il Patrocinio del Comune e della Provincia di Roma. Nel 2006 Grand Hyatt Gallery di Tokyo, Giappone, e nel Castello Aragonese, Taranto, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Taranto e della Regione Puglia. Nel 2008 Galleria CC22, Madrid, Consegna del premio “PERSONALITA’ EUROPEA 2008” in Campidoglio Roma, Sala della Protomoteca, in occasione della XXXVIII^ edizione della Giornata d’Europa, Galleria Comunale del Castello Aragonese – Taranto, Sala Berlioz – Hotel de Paris – Principato di Monaco.           
 
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