sabato 27 maggio 2017
 
 
.
LORENA ROBINO
I3robino.jpgNTERVISTA A LORENA ROBINO

1.Vivi l’arte come “Professione” o come “Passione”?

Tutto quello che faccio lo faccio con passione e per passione. Anche se nella vita ho dovuto fare continuamente delle scelte che mi hanno portato in campi professionali lontani dall’arte, ho sempre creduto in quello che stavo facendo senza perdere di vista il valore aggiunto della passione. L’Arte la tengo nel cuore, nelle mani e nella testa. Quando sembra lontanissima da me (ho passato un periodo decennale in cui non ho toccato i pennelli), in realtà mi aiuta a cambiare, far crescere e orientare l’ispirazione. Poi bussa discretamente, si insinua, mi avvolge ed esplode con nuove forme e sensazioni.

2.Da dove proviene la tua ricerca ed in quale direzione si sta rivolgendo?

Non saprei determinare quando, come e perché nasce un’opera… Non ho una formazione di studi artistica (sono laureata in informatica), ma forse proprio queste basi di logica e matematica hanno trovato sbocco nella dimensione del surrealismo di Dalì delle prime opere. Grandi spazi “pavimentosi”, a perdita d’occhio in cui si muovono branchi di cavalli al galoppo, liberi di andare in ogni direzione.
Nel tempo è cresciuta l’esigenza di staccare questi cavalli dalla tela , renderli tridimensionali e materici per trasmettere a chi li guarda ciò che provo io nel realizzarli. Anche gli sfondi si sono pian piano trasformati da rappresentazioni realistiche a monocromo neutro, elegante o vivace secondo l’ispirazione.
Probabilmente è questa la direzione della mia ricerca: condividere con altri sensazioni ed emozioni. Esprimere passione.

3.Nella tua vita, è l’Arte l’espressione più giusta per comunicare?

Io comunico in molti modi: con le parole e con il linguaggio del corpo in modo diretto, tramite le mie opere in modo indiretto. Penso che chi guarda una mia opera, se non resta indifferente, crea una comunicazione con me. Suscitare sensazioni tramite immagini e colori è una forma di comunicazione a distanza, senza vincoli di conoscenza, luogo o tempo.  Per questi motivi è anche più difficile comunicare qualcosa senza cadere nel banale, nello scontato piuttosto che nella sola bravura tecnica senza contenuti.
Se penso ai grandi Maestri dell’Arte di tutti i tempi… con loro la comunicazione è diventata immortale!

1robino.jpg4.Ritieni che tra le tue opere ce ne sia una in particolare più significativa?

Tutte le mie opere sono legate a particolari stati d’animo e momenti creativi. Alcune sono legate a  tempi molto lunghi di realizzazione con ripensamenti, cambi di colori e atmosfere dovuti a periodi particolari della mia vita. L’opera più significativa forse è, in ogni momento, quella che ho in mente e sto per realizzare.

5.C’è un’opera d’arte, non tua, che ha rappresentato per te un importante riferimento?

Un’opera sola? Per me è stato molto importante il surrealismo di Dalì, ma anche lo studio dei grandi capolavori dei Maestri del passato per arrivare all’astrattismo, al cubismo, giù giù fino alla pop art. Adoro i fiamminghi e mi piacciono le opere di Enrico Manera con le automobiline e gli aeroplanini appiccicati sulla tela.

6.Consideri l’Arte fine a se stessa, o credi che possa avere anche una funzione sociale quindi un linguaggio ed un  mezzo per poter cambiare la realtà delle cose?

Se è Arte non può essere fine a se stessa. L’Arte elimina i confini, toglie le sbarre, è un linguaggio universale che non ha bisogno di traduzioni. Al suo interno ognuno è libero di esprimersi, criticare e criticarsi, confrontarsi e confrontare, scoprire e provare nuove forme di espressione. Come nello sport (e penso alle Olimpiadi), così l’Arte è pura energia positiva che “sente” i cambiamenti sociali e li promuove, li modifica, ne evidenzia le contraddizioni o li mette alla berlina.

7.Che cosa ne pensi dell’Arte Contemporanea?

Dovrebbe riflettere la società attuale, i cambiamenti sociali, la velocità con cui avvengono i cambiamenti. Dovrebbe essere in continuo fermento: sempre nuova e già vecchia, piena di correnti espressive diverse e sempre alla ricerca di nuove forme di espressione. Come in ogni altra manifestazione umana sono contemporaneamente presenti genialità e consumismo, luci della ribalta e artisti che nell’ombra sperimentano e producono opere veramente geniali.

8.Puoi parlarci del tuo Studio d’Arte?

La mia casa ad Asti è il laboratorio dove le idee prendono forma e colore. Tra una piacevole (per me almeno) miscela di moderno e antico nascono le mie opere. E’ l’atmosfera che mi aiuta ad esprimere sensazioni e desideri dando loro la forma, i colori e la matericità di cui hanno bisogno.
Sono anche appassionata di storia medievale e per questo curo la realizzazione di dipinti da sfilata e acconciature medievali per il Palio di Asti – Rione S. Silvestro. In qualità di Segretario e responsabile del servizio di sfilata la mia casa è aperta agli amici borghigiani che condividono la mia passione e così diventa anche laboratorio per gruppi di lavoro pittorici finalizzati alla personalizzazione di stendardi da imbandieramento (che rendono sempre più bella e colorata la città) e alla realizzazione di accessori per costumi storici.


9.Credi nelle comunità virtuali?

Certamente!  Permettono di conoscere e farsi conoscere. Facendo riferimento al solo campo dell’arte, le comunità virtuali sono un ottimo strumento di confronto tra artisti e sono fonte di informazione per tutti, per cui sicuramente aiutano quegli artisti che hanno poca visibilità a raggiungere tantissime persone, ad eliminare i confini territoriali  ed ampliare i loro orizzonti senza impegni economici troppo rilevanti.
Una comunità virtuale dedicata all’arte dovrebbe mostrare in anteprima e incentivare la partecipazione ad altri tipi di eventi, molto reali, come mostre  e concorsi. Quindi dovrebbe essere o diventare un punto di riferimento per artisti emergenti e non e per il pubblico in cerca di nuovi talenti o semplicemente di eventi artistici in giro per l’Italia e per il mondo.

10.Pensi che con i nuovi media  si possa comunicare l’arte e la poesia?

Ogni canale di comunicazione, ogni strumento tecnologico può diventare un valido supporto per la creatività. Io non pongo limiti alla creatività per cui una nuova tecnologia può diventare arte essa stessa se plasmata da un vero artista. Sto pensando a produzioni cinematografiche, ma anche ad installazioni artistiche e messaggi pubblicitari.
Ultimamente mi ha colpito molto lo spot della regione Marche con Dustin Hoffman che legge Leopardi davanti ad un dolce scenario collinare. Tramite quegli splendidi versi mi trasmette con immediatezza tutta la grandezza, la storia e l’arte di quella regione. Un grande poeta interpretato da un grande artista del cinema che arriva a tutti tramite il ‘media’ forse più diffuso: la televisione. E mi viene subito voglia di partire per scoprire le Marche e di… realizzare una mia opera pittorica sulle sensazioni e i ricordi che tali versi mi suscitano…

11.Che ne pensi degli artisti che si muovono in gruppo?

Molto bene! Il gruppo permette il confronto e la comunicazione, favorisce l’amicizia e stimola la creatività. Personalmente adoro interagire e comunicare con altri artisti, siano essi pittori, poeti, scrittori o attori. Penso che ciascuno sia e rimanga protagonista di se stesso e intanto, dal gruppo possa cogliere nuovi spunti per creare e nuove opportunità per migliorarsi.

12.Ritieni che in Italia sia possibile sviluppare progetti artistici d’avanguardia, in maniera seria?

Penso che in ogni paese e in ogni momento storico emergano correnti d’avanguardia. Probabilmente chi non lo ritiene possibile è perché non ne fa parte o non fa ricerca per migliorarsi o pensa di non averne bisogno.

13.Chi ritieni che nel panorama artistico contemporaneo possa essere considerato, il miglior critico d’arte? Gallerista? Collezionista?

Mi piace pensare a queste figure come a dei talent scout che riconoscono prima degli altri le capacità creative uniche e innovative di un artista.

 
< Prec.   Pros. >
.

Libri

La Promessa
La Promessa
Una storia di fede e d’amore di fine ’700
di Giorgia Coppari








Leggi tutto...
 















© 2008 Il Faro Verde
www.massimovolponi.it