lunedý 17 dicembre 2018
 
 
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Persefone

persefone.jpgPersefone. Artisti contemporanei raccontano il mito
Curata da Giorgia Berra - dal 13 marzo 2011 - ore 17.30 al 27 marzo 2011, performance teatrale durante l’orario mostra
Orari sabato 16:00-20:00, domenica 10:00-13:00/16:00-20:00
Sede Istituti Vinci, via Mantova 6, Gallarate (VA)
Ingresso libero

Info +39 3406996200 – email Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Tema della mostra è il mito greco di Persefone, fanciulla contesa tra la superficie dei viventi e la profondità oscura. La connotazione polisemica del mito di Persefone si presenta come terreno di dibattito nei linguaggi contemporanei di dodici artisti che nelle diverse discipline hanno sviluppato i contenuti del racconto proponendone una nuova lettura.
Figlia di Zeus e Demetra, Persefone fu rapita dal signore degli Inferi Ade che grazie all’inganno legò a se la fanciulla per sempre facendo in modo che dopo aver trascorso due terzi dell’anno sulla Terra con la madre Demetra, signora delle stagioni, facesse ritorno nel regno dei Morti.
La mostra si propone come ideale percorso dalla luce all’oscurità che Persefone affronta ciclicamente; tuttavia, questo passaggio riserva un intervallo di stasi e di riflessione, in cui le due dimensioni luce-oggettività e oscurità-inconscio convivono. I visitatori potranno scegliere autonomamente il punto di partenza della propria visita: dall’oblio dell’oscuro alla chiarezza della luce o viceversa, raccogliendo così l’implicito invito a riflettere sulla duplicità del reale.
In mostra, la pittura materica e informale di Gabriella Siciliano traduce in colore l’esplosione di energia della rinascita in natura mentre Armanda Verdirame sottolinea la forza vitale della Madre Terra tramite l’inserimento di semi naturali nei suoi scudi di terracotta.
Francesca Crocetti racconta il mito tramite un’installazione site-specific costruita intorno alla vetrata della edificio ex fabbrica, confine simbolico tra la morte e la rinascita, argomento che Marco Lamanna rielabora con una singolare e innovativa opera di video arte.
Alice Pini si muove tra scultura e pittura conducendo un’indagine sul dualismo tra vita e morte, realtà e inconscio così anche Debora Garritani, attraverso il medium fotografico, conduce una ricerca sul doppio presentando una riflessione sulla propria identità e sulle proprie radici.
Si collocano entro una dimensione onirica le figure sfocate a china di Jennifer Benigni, visioni dei paesaggi interiori intimi e inviolati della sua poetica. Mentre Silvana Brandi e Valentina Fraccaro esaltano il ruolo di Persefone come entità del limite attraverso una metamorfosi cromatica.
Segno marcatamente espressivo e cromia “feroce” sono i tratti distintivi di Liana Ghucasyan che pone l’accento sull’aspetto passionale del mito in cui la figura femminile si traduce in una forma contratta e drammatica.
Un’atmosfera oscura caratterizza i lavori di Chiara Ricardi ove l’artista, indagando su materiali naturali specificatamente nella loro reazione a processi di ossidazione e cottura, crea un sistema di armonie e contrasti ritmici. Infine Sergio Sansevrino attraverso una riflessione sul colore e sul gesto trasposta in piccole carte smerigliate evoca una dimensione cosmica e universale della realtà.
La ricchezza simbolica dei miti greci in ogni epoca ha rappresentato un terreno fecondo di interpretazioni, specchi del proprio tempo. Persefone può essere il negativo e il positivo in ognuno di noi.
In occasione del finissage della mostra (27 marzo), durante gli orari di apertura, si terrà uno studio teatrale sotto forma di performance interattiva sul mito di Persefone a cura di Silvia Neposteri e Gabriele Illarietti dell’Associazione Alcheringa. Punto di riferimento dell’interpretazione sarà il monologo Persefone di Ghannis Ritsos, una delle voci più alte della poesia ellenica del Novecento.

 
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