domenica 16 dicembre 2018
 
 
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Mostra Personale di Alessandro Passerini
dall'11 giugno ore 17.00 - al 16 giugno alle ore 19.00
presso Teatro Concordia
Corso Vittorio Emanuele, 75
Portomaggiore, Italy


La rassegna 'Primavera Portuense' ospita la personale di pittura e fotografia di Alessandro Passerini, artista visuale e curatore artistico.

In anteprima presenta il progetto fotografico '2MILA11', sviluppato insieme al musicista Gianni De Chellis, la danzatrice Elisa Mucchi e la modella Mila Bonvicini.

In esposizione anche le ultime opere pittoriche realizzate da Passerini, reduce dalla direzione artistica dell'appena concluso LV Premio Basilio Cascella 2011.

Apparato critico a cura della critica d'arte Michela Malisardi.

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PITTURA
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"Attraverso una sintesi volumetrica basata sull'equilibrio e la distribuzione dei tre colori primari - rosso, giallo e blu - e dei loro complementari - viola, verde e arancione - ha costruito la tavolozza piu' equilibrata per i suoi soggetti, che tutto vogliono tranne l'essere descritti in modo naturalistico attraverso un colore reale, ma piuttosto ascrivibile alla sfera emozionale di descrizione del soggetto.

Negli sfondi e nelle linee dinamiche e' vicino all'estetica futurista di Depero, creando una costruzione geometricamente armoniosa; osservandoli ci fa venire in mente anche gli esperimenti d'avanguardia dei russi, tra i quali, il più vicino agli sfondi di Passerini non è, come solitamente accade il più famoso Malevich, ma la meno conosciuta Lyubov Popova, la cui sensibilità è riuscita a rendere le sue colorate costruzioni volumetriche meno drastiche e più coinvolgenti.

Dai primi lavori, più schematici e meno naturali, Passerini ha raggiunto un tratto dinamico e spontaneo: riapre l'archivio della memoria, quello delle sensazioni, fugaci o durature, quello degli affanni, centrifuga i particolari che gli interessa descrivere, aggiungendo un pizzico di maestranza artistica et voilà!

In fin dei conti un ricordo ogni volta che ci sovviene risulta patinato da un colore dettato dall'esperienza, una fotografia-souvenir nella nostra mente è filtrata, come nella trilogia cinematografica di Kieślowski, da colori che ci ricordano l'umore del momento vissuto: in questo modo Passerini dipinge, stratificando il vissuto ed i suoi colori con le tinte del presente e della sua personalissima arte".

MICHELA MALISARDI


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FOTOGRAFIA
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"Silenzio.

Fumo di sigaretta nell’aria.

L’assenza di suono fresca dell’ "è – stato" inonda l’aria e la riempie di un ricordo che non ci è dato di conoscere.

Un connubio tra alto e basso si fonde in un dialogo tra concettualità e tecnicismo, si concentra su un’interpretazione di un kischt dalle velleità molto meno pornografiche e più pittoresche, concetto inteso nell’ultima accezione che gli ha attribuito l’arte contemporanea.

La tradizione della fotografia erotica è tanto vecchia quanto l’invenzione del mezzo stesso: primo caso e primo grande scandalo fu creato da Diotallevi, quando, con l’aiuto della moglie, nella Londra di metà ottocento, realizzava immagini pornografiche ispirate alla Bibbia e ai fotomontaggi.

Deprecabile e di dubbia moralità, il caso Diotallevi ci ha offerto la testimonianza delle prime manifestazioni svelate ed il primo vero sdoganamento dell’immagine del corpo scoperto.

Nel corso della storia della fotografia, questo mercato non si è mai fermato e certamente questo genere di produzione non ha mai cessato di suscitare interesse.

La trasformazione e le contaminazioni tra ricerche concettuali e fotografia erotica hanno trovato il picco di massima espressività durante gli anni ottanta del novecento: da questo momento in poi il corpo diventa oggetto trasmissivo e soggettuale del processo fotografico.

Le foto in mostra sono il frutto di questo processo foto-culturale e artistico: volente o nolente, le generazioni degli artisti successive agli anni ’70 hanno vissuto e vivono tuttora, in un clima post avanguardistico intriso di una paradossale manualità concettuale che riesce da unire un impeccabile formalismo con un concetto narrativo saldo e deciso.

Passerini ci fa entrare in una dimensione temporale sospesa, degna di essere accostata alla narrative art della suspance di Mac Adams (ovviamente sottraendo il thriller che lo ha sempre contraddistinto) ed aggiunge il tocco voyeuristico estraniante di Mapplethorpe e Weber.

Un buduoir appena consumato o una camera da letto invasa da malinconia e perversione?

E’ proprio in questo limbo che ci piace sguazzare, interrogandoci".

MICHELA MALISARDI
 
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