lunedý 17 dicembre 2018
 
 
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VITTORE CRIVELLI

vittore.jpgVITTORE CRIVELLI da Venezia alle Marche
Maestri del Rinascimento nell’Appennino
Sarnano, Palazzo del Popolo 21 maggio - 6 novembre 2011
la prima mostra dedicata a Vittore Crivelli

La mostra si propone di presentare al pubblico una raccolta di opere di Vittore Crivelli, del fratello Carlo e di altri pittori e scultori attivi nei centri più interni delle Marche nella seconda metà del ’400.

Vittore e Carlo Crivelli, nati e formatisi come artisti a Venezia, dopo alcuni anni di attività in Dalmazia, si trasferirono nelle Marche, dove la loro carriera, nonostante la vicinanza geografica, si svolse su binari separati. Carlo, stabilitosi prima a Fermo e poi ad Ascoli, negli ultimi anni della carriera si sposta lavorando per i signori di Camerino e Matelica e per la nobile famiglia Ferretti di Ancona. Vittore impianta una solida bottega a Fermo, dalla quale spedisce pale d’altare e polittici in un’area vastissima fra fermano e maceratese, lavorando sia per grandi ordini religiosi e committenti importanti, sia per chiese parrocchiali e piccole comunità religiose. Entrambi contribuiscono a mantenere vivo nelle Marche il gusto per l’ornamento, la lavorazione pittorica delle stoffe, l’eleganza formale presente già nella precedente stagione del gotico internazionale, influenzando schiere di artisti come Pietro Alemanno, austriaco, allievo di Carlo ad Ascoli, Stefano Folchetti di San Ginesio, Lorenzo d’Alessandro di Sanseverino, Cola dell’Amatrice, per i quali gli studiosi hanno coniato il termine di “crivelleschi”. In parallelo anche la scultura in legno, di cui l’area appenninica fra Marche e Umbria si rivelò grande produttrice fra ’400 e ’500, riprende modelli figurativi dai pittori, affidando spesso a loro la coloratura e doratura delle sculture.

Vittore, da sempre considerato una sorta di ‘brutta copia’ del più famoso fratello, mostra invece una sua indipendenza e originalità nella scelta di iconografie diverse da quelle di Carlo, come il tema della Madonna adorante, rappresentato in mostra dallo stupendo esemplare di Sarnano (Pinacoteca civica) e da altre versioni (Falerone, Massignano e Cupramarittima). Se il suo stile è meno elevato ed espressivo di quello di Carlo, eccezionale è tuttavia la qualità tecnica di cui Vittore è capace e rende le sue opere splendide di ori, rilievi e ornamenti. Lo studio dei documenti relativi a Vittore rivela inoltre il profilo di un vero e proprio imprenditore che si impone sul mercato artistico della zona per quasi trent’anni.

A un anno esatto dalla importante mostra della Pinacoteca di Brera a Milano, dedicata a Carlo Crivelli, si propone pertanto un’esposizione sulla figura di Vittore Crivelli nelle Marche, la regione che ha visto operare i due artisti e che costituisce il contesto originario delle loro opere.

L’evento si ricollega inoltre alle fortunate esposizioni dedicate nello scorso decennio al Quattrocento marchigiano, a San Severino, Camerino e Fabriano e sarà dedicato al grande storico dell’arte Pietro Zampetti.
In quest’occasione si è voluta valorizzare l’area culturale appenninica, dove i ricchi centri manifatturieri, fra i quali Sarnano occupava un posto di rilievo, hanno dato vita ad un proprio rinascimento originale e riconoscibile.

Accanto ad alcuni dei maggiori capolavori di Vittore Crivelli verranno presentate molte opere, sia del maestro veneto, che di altri artisti contemporanei, studiate per la prima volta o poco conosciute anche perché conservate fuori dal territorio italiano in musei e collezioni private: questa mostra vuole essere quindi un tentativo di risarcimento verso il territorio, testimone a suo tempo di una delle più importanti stagioni artistiche d’Europa.

L’esposizione è preceduta da un sistematico lavoro di indagine archivistica e di ricerca condotto da ricercatori delle Università di Macerata, Camerino e Firenze e si presenterà come punto di riferimento per gli studi. Allo stesso tempo l’allestimento e l’apparato informativo punteranno a consentire la migliore fruizione da parte del più vasto pubblico, offrendo una lettura su più livelli e secondo differenti percorsi: quello storico-artistico che permette di cogliere lo svolgimento della carriera di Vittore, dalla giovinezza più vicina a Carlo fino alla costruzione di un suo stile personale; quello iconografico, supportato dalla presenza di opere di soggetto analogo da cui cogliere differenze e costanti della produzione di Vittore e dei contemporanei e comprendere il significato e la funzione delle immagini; quello tecnico, che potrà contare sullo svolgimento in mostra di interventi di manutenzione e restauro.

L’organizzazione prevede poi un collegamento con altri siti di rilievo presenti a Sarnano e il coinvolgimento di molti altri comuni delle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno, con la redazione di itinerari e la predisposizione di forme di promozione turistica, al fine di soddisfare le esigenze di visitatori e turisti e promuovere nella maniera più ampia il territorio.
Per tutta la durata dell’esposizione verranno organizzati conferenze, concerti e giornate di studio, dedicati ai temi della mostra e ad argomenti collaterali. L’apertura fino a novembre renderà infine possibile la visita da parte delle scuole per le quali si penserà a specifiche attività didattiche.
L’evento si qualifica pertanto di estremo valore scientifico, culturale e di promozione del territorio delle province di Macerata e di Fermo.

Il rapporto con il territorio: gli itinerari

La mostra di Sarnano ha per protagonista principale Vittore Crivelli nelle Marche visto nel contesto storico in cui nacquero le sue opere. Fondamentale appare la messa in luce dei rapporti fra i suoi dipinti e i luoghi per i quali nacquero, a partire da Sarnano, per proseguire con altri centri del territorio marchigiano.
Facendo tesoro dell’esperienza costituita dagli “Itinerari crivelleschi”, realizzati oltre 15 anni fa in occasione delle celebrazioni per la morte di Carlo Crivelli, anche in questo caso si predisporranno percorsi collaterali alla mostra nei luoghi che ospitano opere di Vittore e dei maestri del rinascimento dell’Appennino.
Gli itinerari riguarderanno le province di Fermo e Macerata. Fondamentale sarà la cura e la qualità dell’arredo urbano e della segnaletica coordinata che permarrà nei vari centri per tutta la durata dell’evento, ottimizzando i costi della comunicazione. Speciale riguardo sarà dato alla individuazione e segnalazione al visitatore delle strutture ricettive, secondo modalità sperimentate nelle mostre di Caldarola e Matelica.
La sede della mostra è garanzia per la riuscita dell’evento: Sarnano è infatti un centro a spiccata vocazione turistica, con numerosi alberghi e ristoranti di qualità, che possono soddisfare al meglio richieste di soggiorno anche in numero consistente e per tutte le esigenze. Grazie inoltre alla Mostra di Antiquariato e Artigianato Artistico, che celebra quest’anno la trentesima edizione, Sarnano conta già su un vasto pubblico interessato all’arte e all’antiquariato e su una dotazione di spazi espositivi all’avanguardia. I centri e le amministrazioni comunali che si intendono coinvolgere negli itinerari sono:

Provincia di Fermo
Fermo, Sant’Elpidio a Mare, Falerone, Massa Fermana, Montefortino, Amandola, Monsampietro Morico, Monte Giberto, Monteleone di Fermo, Porto San Giorgio.

Provincia di Macerata
Macerata, Monte San Martino, San Ginesio, Belforte del Chienti, Serrapetrona, Camerino, Matelica, Esanatoglia, Castelraimondo, Pioraco, Visso, Castelsantangelo sul Nera, Ussita, San Severino Marche, Caldarola, Tolentino, Potenza Picena, Pievebovigliana, Belforte del Chienti, Urbisaglia, Recanati, Montecassiano, Montefano, Montelupone, Montecosaro e Morrovalle.

Canali di promozione
La mostra verrà promossa attraverso un servizio di informazione e assistenza turistica che coinvolgerà le strutture ricettive dell’intero territorio interessato, privilegiando il turismo itinerante per favorire la più ampia ricaduta economica. Tra i canali principali di comunicazione verrà utilizzata la rete, con la creazione di un portale interattivo dedicato e l’impiego delle più moderne attività di web marketing. Fondamentale sarà il lavoro dell’Ufficio Stampa, che organizzerà workshop dedicati ai giornalisti, accolti e condotti alla scoperta di questa parte delle Marche, così ricca di arte e di storia, all’insegna di un’accoglienza squisita e di una gastronomia variegata e di qualità.

Previsioni numeriche e riscontri economici
Dopo la stagione di mostre sul Quattrocento tra San Severino e Camerino, a cavallo tra gli anni ’90 e i primi anni del 2000, che hanno proiettato le Marche e il periodo rinascimentale su uno scenario nazionale, il 2006 ha segnato l’inizio di un percorso culturale diverso, incentrato su esposizioni monografiche legate a grandi nomi della storia dell’arte, al fine anche di aumentare il numero dei visitatori. È stato il caso della mostra su Gentile da Fabriano (Fabriano 2006) che ha superato i 90.000 visitatori. L’anno successivo ha segnato il successo della città di Caldarola con la mostra su Simone de Magistris e la sperimentazione sistematica di un turismo itinerante nei luoghi in cui si conservavano opere di questo pittore, con notevoli riscontri economici sul territorio e 48.000 visitatori paganti. Nel 2008 si sono svolte esposizioni a Caldarola, Fermo con “Vincenzo Pagani” e Matelica con la mostra archeologica sulle antichità picene. Nel 2009 ancora Caldarola è stata sede dell’esposizione legata alla collezione appartenuta al Cardinale Giovan Battista Pallotta.
Attualmente, nonostante la crisi economica ancora in atto, è possibile prevedere in forma attendibile un successo di pubblico per la mostra su Vittore Crivelli, in base alla considerazione del diverso tipo di utenti potenziali, riconducibili a due diverse tipologie: i visitatori abituali, rappresentati sia dai residenti, sia da coloro, anche stranieri, che preferiscono le Marche per le loro vacanze; i visitatori occasionali che soggiornano, anche solo per un weekend, attratti da eventi culturali di livello e da un’offerta ricettiva e gastronomica a costi accessibili.
Per i residenti un evento di questo genere rappresenta un’attrazione che può stimolare la gita domenicale “fuori porta” e per i non residenti un completamento alla loro vacanza abituale, mentre per quelli occasionali il lato culturale è quello che li spinge ad intraprendere un viaggio attraverso itinerari ben organizzati, con la visione diretta di opere d’arte di indubbio valore nel loro contesto originale, alla ricerca di antiche tradizioni ed angoli suggestivi sconosciu

 
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