mercoledý 19 dicembre 2018
 
 
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RISORGIMENTALI VISIONI
povisioni.jpgRISORGIMENTALI VISIONI
Interpretazioni e visioni dei giovani artisti contemporanei sui personaggi e sulle tematiche del Risorgimento Italiano

Il Comune di Polverigi e il portale d'arte www.ilfaroverde.it presentano: la mostra collettiva "Risorgimentali Visioni" dall'8 al 23 ottobre  2011, presso la chiesa del SS Sacramento a Polverigi. La manifestazione si svolge in collaborazione con: Teatro Tascabile di Alessandria, Gruppo artistico TM15, Premio Cascella, Premio Centro, Proloco di Polverigi, Mediateca Gualtiero Giamagli e il patrocinio della Provincia di Ancona. Collettiva tematica di artisti provenienti da tutta l'Italia accomunati dal portale d'arte “Il faro verde”, l'esposizione curata dall'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Polverigi, tratta in maniera contemporanea le tematiche e i personaggi che hanno fatto la storia del Risorgimento Italiano.
L'esposizione è una rivisitazione artistica delle figure eroiche e non solo, del Risorgimento: da Garibaldi a Cavour, da Pellico a Vittorio Emanuele II. L'iniziativa ha fini didattico-artistici, in quanto sarà presa come spunto contestuale per organizzazione di lezioni di storia risorgimentale, in coincidenza con le celebrazioni del 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, l'arte contemporanea come chiave di lettura per la storia.

Sabato 8 ottobre alle ore 18.00 presso la chiesa del SS Sacramento inaugurazione mostra alla presenza delle autorità locali, a seguire l'inaugurazione della mostra d'arte con una degustazione dei prodotti tipici locali a cura dell'Associazione “Terra dei Castelli”.

Sabato 14 ottobre alle ore 18.00 nell'ambito della mostra il prof. SERGIO RIGOTTI terrà una lezione di storia dedicata al Risorgimento nell'arte

Sabato 22 ottobre si svolgerà la performance teatrale dal titolo “Mameli Medley”, realizzata dalla Compagnia Teatro Tascabile di Alessandria.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 17.30 alle ore 19.00. Su appuntamento, la mattina  per le scuole, prenotando al numero 3492458988

Artisti presenti: Paolo Berti, Alessandra Buschi, MassimoVolponi, Claudio Starnone, Antonio De Blasi, Collettivo VV, Marco Manzoni, Juliano Dhembi, Gabriella Siciliano, Carmelo Todoverto, Augusto Salati, Gabriele Falcioni, Vladimiro Lilla, Yari Isacc, Mirko Dadich, Alessandro Passerini, Mario Mariano, Matteo Arafanotti

Risorgimentali visioni

Nel gennaio 1861 si tennero le elezioni per il primo parlamento unitario.
Il Regno d’Italia si apprestava a diventare semplicemente Italia, un paese che diventa nazione, che diventa un solo popolo, una sola storia sociale, una sola sofferenza e una sola gioia, un solo governo, allora ancora di stampo monarchico, ma che si stava trasformando in quello che è stata per anni un esempio di democrazia; un’Italia che diventa unità unita.
Unità è un termine che nella nostra mastodontica e multi sfaccettata lingua ha una valanga di significati.
La ricerca dell’unità e dell’unione è dentro all’Uomo, è un desiderio proprio dell’animale sociale: l’animale cerca il branco mentre l’Uomo, anch’esso animale, cerca una società in cui rispecchiarsi.
In ogni aspetto della quotidianità esiste la sfumatura sociale che crea legami e modus operandi che ci spingono alla collaborazione e all’aiuto reciproco: il governo è (o dovrebbe essere) la rappresentanza del popolo unito; la maggior parte degli sport nazionali, per esempio, sono discipline di squadra che rappresentano l’unione; le stesse Olimpiadi sono un esempio di unione e coesione sociale.
E l’Arte in tutto questo che ruolo gioca?
L’Arte, primo strumento dell’emotività, della società, della vita e della comunità ha giocato il ruolo di rappresentanza nei diversi processi culturali che hanno da sempre contraddistinto l’Umanità.
Nel Medioevo, l’Arte Sacra, molto più iconica e simbolica dell’evoluzione che successivamente subirà in età moderna, ha creato l’unità dei fedeli, l’unione sotto il simbolo di Santi e di un Dio raffigurato (quindi reale) che proteggeva e pretendeva incondizionata obbedienza e non creava dubbi ai fedeli.
Dal ‘400 in poi, l’Arte ha unito le maestranze: i migliori risultati artigianali sono stati ottenuti in questo periodo.
Fino all’800 l’arte ha unito il Bello, ha unito il popolo nell’ammirazione di ciò che era talmente ben fatto, da far esclamare a Giorgio Vasari, in contemplazione di Leonardo da Vinci: “grazia e virtù, in una maniera che dovunque si volge quel tale, ciascuna sua azione è tanto divina, che lasciandosi dietro tutti gli altri uomini”.
Oggi siamo un’unità, ancora.
Dall’800 in poi l’Arte ha unito le sofferenze del popolo; un’inclinazione espressionista ha fatto fatica ad abbandonare la produzione artistica, continuando a contaminarla fino a oggi.
Come dimenticare la disperazione del Grido di Munch o le trasfigurazioni dolorose di Schiele? L’arte ha unito la protesta e la rivendicazione sociale, e non è possibile non menzionare Il Quarto Stato di Pelizza da Volpedo e il grande capolavoro di Picasso, Guernica.
Ma fino ad allora, l’arte rimaneva l’arte e la vita rimaneva la vita.
Furono le avanguardie storiche a ribaltare le carte in tavola: partendo dai Futuristi e continuando con i Dadaisti, ed il loro più importante portavoce Marcel Duchamp , hanno sdoganato il rapporto Arte/Vita, unendo i due universi ormai in modo indissolubile.
L’Arte tutta ora si impone al mondo come unità sinestetica, da Duchamp e il ready made, non esiste più il concetto di realizzazione artistica che scinde la realtà ed un’arte meramente realizzata.
L’Arte offre al mondo la natura indicale del suo essere, che sia oggetto ripresentato e decontestualizzato, che sia un figurativo pittoresco piuttosto che una scultura minimal o concettuale: tutto è intriso di vita, tutto è complementariamente fuso, creando un’unità di risultati e di intenti.
Questo tipo di risultato ha aiutato a rendere l’arte un’occasione di solidarietà sociale, sia per quel che riguarda i livelli più alti di cooperazione internazionale sia per quel che riguarda la rivalutazione dei piccoli centri, che grazia all’Arte ritrovano vita, ritrovano Unità.

Michela Malisardi
 
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