lunedý 25 marzo 2019
 
 
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PREMIO NAZIONALE GENTILE DA FABRIANO

fabrian.jpgIL PREMIO NAZIONALE GENTILE DA FABRIANO ALLA SUA XVI EDIZIONE
La Giuria del Premio nazionale Gentile da Fabriano, presieduta da Stefano Pivato, Rettore dell’Università di Urbino “Carlo Bo”, ha definito il quadro dei premiati della XVI edizione del Premio, la cui cerimonia conclusiva si terrà in Fabriano il 13 ottobre 2012 ALLE ORE 10.30. I cinque premiati, suddivisi per Sezione, sono i seguenti:
Sezione Scienza, ricerca e innovazione, ILARIA CAPUA, ricercatrice in campo veterinario;
Sezione Carlo Bo per l’arte e la cultura, ELISEO MATTIACCI, scultore;
Sezione Vite di italiani, PIER LUIGI CELLI, manager d’impresa, direttore generale LUISS;
Sezione Economia, impresa e società, BRUNELLO CUCINELLI, Imprenditore e creatore di moda;
Premio speciale della Giuria, PIERO ANGELA, giornalista.
Promozione di attività e beni culturali nella Regione Marche, Segnalazione della Giuria per PADRE STEFANO TROJANI
A partire dalla sedicesima edizione, il quadro premiati e delle esperienze culturali e sociali che il Premio intende richiamare, si arricchisce ancora, essendo stata introdotta la Segnalazione della Giuria per personaggi o istituzioni che abbiano operato con merito nella promozione delle attività e dei beni culturali della Regione Marche. Il riconoscimento è andato quest’anno a padre Stefano Trojani, francescano sassoferratese, tenacemente impegnato da oltre sessant’anni nell’invenzione, progettazione ed organizzazione di molteplici iniziative, prime fra tutte, la Rassegna d’Arte “G.B. Salvi”, alla sua 62 edizione, e il Congresso internazionale di Studi Umanistici, alla 33 edizione.
Il Premio si avvale, sin dalla prima edizione, dell’alto patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero per i beni e le Attività Culturali. E’ sostenuto da Veneto Banca, Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana, Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana – Gruppo Veneto Banca e da Fedrigoni SpA.
Il fisico del CERN Gian Mario Bilei è entrato a far parte, dalla XVI edizione, della Giuria del Premio, della quale sono membri, oltre al Presidente Stefano Pivato: Enrico Agabiti Rosei, Gabriele Alfonsi, Galliano Crinella, Eugenio De Signoribus, Abramo Galassi, Domenico Giraldi, Enrico Loccioni, Antonio Pieretti, Armando Rigobello, Paolo Scandaletti, Roberto Stelluti.
Il Premio Gentile da Fabriano, fondato dal Sen. Carlo Bo nel 1997, è promosso dall’Associazione “Gentile Premio”, presieduta da Enzo Carnevali, ed è diretto da Galliano Crinella.

INIZIATIVE COLLEGATE CON LA XVI EDIZIONE DEL PREMIO

   I. MOSTRA FOTOGRAFICA DI ENZO CARLI ALL’ORATORIO DEL GONFALONE
    Il Premio promuove e organizza, in collaborazione con il Fotoclub Arti Visive di Fabriano, la Mostra fotografica di Enzo Carli, senigalliese del Gruppo “Passaggio di frontiera”, uno dei più apprezzati fotografi marchigiani, docente di Fotografia nelle Università di Camerino e di Urbino. La Mostra, sul tema “Archeologia dei sentimenti”, si terrà presso l’Oratorio del Gonfalone e sarà inaugurata da Andrea Bevilacqua, Galliano Crinella e lo stesso Carli venerdì 12 ottobre 2012 alle ore 18; e resterà aperta fino a domenica 21 ottobre.
    Nel depliant della Mostra si legge: “Enzo Carli appartiene alla prestigiosa Scuola fotografica di Senigallia e ne è divenuto, negli ultimi anni, uno dei protagonisti più impegnati. Nata agli inizi degli anni cinquanta con il “Gruppo Misa”, ispirato da Giuseppe Cavalli, essa ha trovato poi un autorevolissimo pur se schivo e appartato maestro in Mario Giacomelli, artista tra i più creativi ed originali nel panorama della fotografia d’arte del novecento. Con Giacomelli, Carli ha realizzato un lungo percorso di ricerca e di analisi critica, reso più proficuo dalla relazione d’amicizia e di reciproca considerazione. Ed è stato tra i firmatari, nel gennaio 1995, del manifesto “Passaggio di frontiera”, insieme con i fotografi del “Centro Studi Marche”: G. Berengo Gardin, G. Cutini, L. Erba, F. Ferroni, M. Giacomelli, P. Mengucci, A. Salvalai, F. Sartini e S. Valenti. Nel manifesto viene presentato, in forma sintetica, un nuovo progetto di espressione artistica, mosso dal bisogno di nuove identità visive, volte a “trasfigurare la realtà attraverso il filtro delle proprie emozioni”. Credo che possano essere ricondotte a questo progetto e al manifesto – vi si afferma infatti: “la vita psichica e relazionale, lo spazio esistenziale e le sue motivazioni interiori, i rimandi della memoria, sono al centro del nostro interesse” - le suggestioni e le idee che sono all’origine della serie Archeologia dei sentimenti”.

II. PUBBLICAZIONE DELLA SECONDA “CARTELLA DEL GENTILE”: OMAGGIO A GIOVANNI RABONI
Omaggio a Giovanni Raboni è il titolo della seconda delle “Cartelle del Gentile”, curata da Galliano Crinella. La prima, lo scorso anno, era stata dedicata al Sen. Prof. Carlo Bo, fondatore del Premio, in occasione del centenario della nascita.  La Cartella contiene il testo di Giovanni Raboni, Perché scrivere poesie, oggi , testo del’intervento pronunciato dall’illustre poeta dopo il conferimento del Premio Gentile da Fabriano, nella Sezione “Carlo Bo per la poesia”, nell’ottobre 2003 (VII edizione), il sonetto dello stesso Raboni, Sono quello che eravate, l’opera, gentilmente concessa da Tullio Pericoli, Ritratto di Giovanni Raboni, la Nota di Rodolfo Zucco, Per un sonetto manoscritto di Giovanni Raboni. La Cartella, stampata in 300 copie su carta Fabriano Rosaspina, prodotta da Fedrigoni SpA, ha avuto la supervisione di Patrizia Valduga, compaga ed erede intellettuale di Giovanni Raboni.

L’Angelo della luce di Raimondo Rossi per il Premio nazionale Gentile da Fabriano

Con la XVI edizione, cambia il simbolo – premio del Gentile da Fabriano. Si passa dall’Alato cavallo del gallo di Giano dello scultore maceratese e anconetano d’adozione Valeriano Trubbiani, che per quindici edizioni ha fornito anche la rappresentazione visiva del Premio, all’Angelo della luce di Raimondo Rossi, scultura in bronzo ( cm. 15 x 21 ) dell’artista urbaniense.
    
Raimondo Rossi vive ed opera ad Urbania, dove è nato nel 1039. Dopo essersi laureato in Lettere con il Prof. Carlo Bo all’Università di Urbino, ha insegnato per lunghi anni Materie letterarie. Non poco ha influito sul suo lavoro artistico il clima urbinate e il fermento culturale della prestigiosa Scuola del Libro. In Urbania è stato allievo del ceramista Federico Melis che dirigeva la Fabbrica Metauro. Ha studiato musica, con specializzazione pianoforte e organo. Ha collaborato con i libri d’arte dell’editore Brenno Bucciarelli e con la Libreria Editrice Vaticana. Ha partecipato ad importanti mostre italiane ed internazionali con le sue incisioni, le ceramiche e le sculture.  

Artista poliedrico, ha scritto così di lui per una recente Mostra milanese il poeta Eugenio De Signoribus:
“L’opera di Raimondo Rossi è l’opera della naturale leggerezza, dell’alito di vento che ti coglie svoltando l’angolo da una via principale. Una leggerezza in positivo, propria dell’agire della persona, del suo costante schermirsi a fronte del suo ininterrotto sperimentare. I rapidi segni e disegni, le scalfitture sulle lastre, le ali e le vesti degli angeli, le piccole sculture e le ceramiche e quanto altro possa rientrare nel fare artistico: tutto il suo lavoro è dato quasi per caso, in minore, come un continuo accidenti dell’esserci, in cui si muove l’eterno apprendista. Ciò, nella mitezza della luce e della luce dello sguardo che, nascosta nel fondo, ha la tenacia della libertà, del mai tradire l’impronta creaturale che gli è connaturata”.


    

 
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/ANNO / 2009
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