giovedý 24 gennaio 2019
 
 
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LA ROTTA DELLA SPERANZA
bato.jpgLA ROTTA DELLA SPERANZA
DI IVO BATOCCO

Anteprima di mostra a cura di Alberto Mazzacchera

Repubblica di San Marino
21 ottobre - 15 novembre 2012


Tema difficile, memoria ineludibile e necessaria è la storia dell’emigrazione italiana quella che dal 1861 al 1985 fa registrare circa 29 milioni di partenze di italiani e sanmarinesi.
La storia della presenza e della “dispersione” degli italiani nel mondo non è certo nuova ma dal 1852 (anno in cui a Genova si costituisce la Compagnia Transatlantica per la navigazione a vapore con le Americhe) assume nuovi connotati di “fuga” di massa da un’Italia rurale poverissima dopo vari secoli di decadenza economica che segnano la fine del florido periodo rinascimentale.
Un esodo che tra il 1876 ed il 1900 coinvolge dapprima le regioni settentrionali (con particolare riguardo a Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte) per poi estendersi nei due decenni successivi prevalentemente al meridione (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia).
Si stima che solo nel primo periodo (1876-1915) partirono circa 14 milioni di cittadini (con una punta nel 1913 di oltre 870.000 partenze). Un dato impressionante se si calcola che nel 1900 l’Italia aveva circa 33,5 milioni di abitanti.
La mostra focalizza la sua attenzione su quella che è definita la grande emigrazione (tra la fine del XIX sec. e gli anni Trenta del XX sec.) che si rivolge in larga parte verso America del Sud e America del Nord. Una parte delle opere esposte approccia invece il fenomeno dell’emigrazione europea, intesa dai migranti italiani prevalentemente quale emigrazione temporanea, che prende corpo soprattutto a partire dagli anni Cinquanta del Novecento in particolare verso Francia, Svizzera, Belgio e Germania.
Il fenomeno dell’emigrazione, generato molto spesso dalla povertà e dal desiderio di riscatto, è stato tanto esteso e capillare da coinvolgere un numero molto elevato di famiglie in ogni parte della penisola che grazie ai viaggi della speranza potevano infine sperare in un futuro migliore per i propri figli o anche contare sulle rimesse degli emigranti per poter vivere.
Una migrazione di massa di tali proporzioni ha inevitabilmente creato un’altra Italia fuori dai propri confini tanto che secondo alcuni calcoli gli oriundi italiani sarebbero circa 80 milioni presenti in particolare nei vari paesi occidentali ma anche nel nord Africa e nelle ex colonie italiane.

Dopo aver affrontato, con quella padronanza della tecnica che gli è propria i temi del francescanesimo (grazie ad importanti committenze di tale Ordine religioso) Ivo Batocco si è accostato al popolo dei senza storia: i clochard. Da qui (con la mostra “Le vie della solitudine. Umanità senza traccia” del 2008) era quasi naturale che l’Artista si spostasse a scandagliare l’esodo caratterizzato dall’emigrazione italiana avendo quale elemento comune la povertà seppure con esiti e accenti diversi.

Ivo Batocco, dopo aver appreso i suoi primi rudimenti di pittura nello studio di suo cugino Raul Batocco  pittore e docente  all’Accademia di Belle Arti di Macerata, conosce e frequenta Pietro Annigoni che lascia nel suo linguaggio artistico una traccia significativa seppure profondamente rielaborata.

Per la stesura delle opere della mostra “La rotta della speranza” Ivo Batocco utilizza la forza della sua pittura figurativa qui accentuata da evidenti contrasti luminosi senza rinunciare ad esprimere sui fondi di molte delle tele l’esperienza maturata nel dinamico periodo della ricerca materica  creando in molti casi un’efficace decontestualizzazione di scene di storie individuali che ormai appartengono ad un vissuto più vasto: alla storia del popolo italiano e sanmarinese.
Le opere di Batocco narrano del lungo viaggio della speranza, del dolore del distacco, della struggente nostalgia di chi parte ma anche della promessa di una nuova vita.



La sequenza delle opere di Batocco da un lato ricorda come il benessere sia tornato in Italia e a San Marino dopo un lungo periodo solo attraverso enormi sacrifici e che tale benessere sociale oltre che economico va mantenuto focalizzando le energie nei settori strategici della crescita e della cultura. Dall’altro lato la mostra rammenta agli italiani come in uno specchio rovesciato il fenomeno dell’immigrazione. Ad un popolo ospitato, al quale sono stati dati spazi straordinari di lavoro, oggi non può venire meno il senso dell’ospitalità verso altri popoli in difficoltà.

Ecco la mostra traccia la storia di italiani e sanmarinesi poveri che con notevoli sofferenze hanno saputo e sanno riscattarsi facendo crescere le loro nazioni. Di italiani che sono anche rimasti in un numero elevatissimo all’estero: quasi una seconda Italia disseminata in innumerevoli paesi dalle Americhe all’Australia al nord Europa ma anche all’Africa. Una presenza che è testimoniata anche dalla stessa diffusione puntiforme di oltre 10.000 associazioni di emigranti italiani e sanmarinesi.

Quella dell’emigrazione è dunque una memoria necessaria e inevitabile che va interiorizzata e riportata alle nuove generazioni. In questo Ivo Batocco, con la sua poetica venata di francescanesimo ha saputo con leggerezza trovare spunti e riflessioni che ha racchiuso in opere d’arte che narrano di un tassello struggente e vibrante della storia del popolo italiano e sanmarinese.

Un'opera su tela, facente parte del corpus espositivo, è entrata quale immagine ufficiale a far parte della collezione del Museo Regionale dell'Emigrazione di Gualdo Tadino in Umbria.

Nella sede del Museo dell'Emigrante della Repubblica di San Marino è, dunque, presentata in anteprima una selezione di dipinti tratta dalla mostra "La rotta della speranza" di Ivo Batocco (Cingoli, 1944) che, concepita come una mostra "migrante", sarà inaugurata a Roma per essere, dopo un passaggio in Lussemburgo, Belgio e Marche, chiusa in Assisi nel 2013.

Sul catalogo della mostra l'Ambasciatore d'Italia in San Marino S.E. Giorgio Marini scrive: "Le sue opere destano un’emozione profonda per quello che rappresentano, per quei volti e quelle mani di lavoratori, di donne, di giovani emigrati,  per quel loro lungo viaggio della speranza di un’emigrazione che è italiana come sammarinese, ma, soprattutto, universale [...] Avrei voluto che questa mostra si fosse potuta tenere in Ambasciata l’anno scorso, nel quadro delle celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, quando insieme a San Marino organizzammo l’evento MEI nel mondo. Credo però che la sede naturale in cui ospitare attualmente la mostra non possa che essere il Museo dell’Emigrante di San Marino.
In questa casa, la bellezza delle opere di Batocco parla silenziosamente e profondamente con le immagini e le testimonianze autentiche dell’emigrazione sammarinese che vi sono custodite con così tanto amore e fierezza. E’ un’ iniziativa che -felicemente- parte da San Marino, coinvolgendo i territori limitrofi (Batocco è nato nelle Marche ed è vissuto a lungo a Cattolica) per riproporre nel suo percorso (Roma, Belgio Assisi), anche attraverso la memoria storica dell’emigrazione sammarinese, la vera identità della Repubblica che è fondata sui valori dell’onestà, del sacrificio, del lavoro e della famiglia".  



Percorso di mostra
Museo dell'Emigrante
Contrada Omerelli n. 24 - San Marino Città











SCHEDA TECNICA

LA ROTTA DELLA SPERANZA
di IVO BATOCCO

21 ottobre – 15 novembre 2012


Sede
Museo dell'Emigrante
Contrada Omerelli n. 24 - San Marino Città

Mostra a cura di
Alberto Mazzacchera

Enti promotori e sostenitori
Segreteria di Stato per gli Affari Esteri e Politici
Ambasciata d'Italia in San Marino
                                                      
Enti co-promotori della mostra
Curia Generalizia Frati Minori Osservanti - Roma
Museo Regionale dell'Emigrazione Pietro Conti
         
Ente organizzatore dell'anteprima di mostra
Museo dell'Emigrante - Repubblica di San Marino

in collaborazione con
Comune di Cagli (Pesaro e Urbino)

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI    
Museo dell'Emigrante - Tel. 0549 885171, 885159
www.museoemigrante.sm

Orari di apertura
da lunedì a venerdì 11:00 – 17:00
sabato, domenica, festivi 11:00 - 17:00
 
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