lunedý 10 dicembre 2018
 
 
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Pollock
Paul Jackson Pollock

senza-titolo-3.jpg(Cody, 28 gennaio 1912 – Long Island, 11 agosto 1956) è stato un pittore statunitense, considerato uno dei maggiori rappresentanti dell’Espressionismo astratto o Action Painting.Pollock nacque nel 1912 a Cody, Wyoming[1], ed era il più giovane di cinque fratelli. Suo padre faceva l’agricoltore ed in seguito diventò un agrimensore alle dipendenze dello stato.Jackson trascorse la sua gioventù tra l’Arizona e la California e studiò alla Manual Arts High School di Los Angeles. Ebbe modo di entrare in contatto con la cultura dei nativi americani mentre accompagnava il padre ad effettuare i rilevamenti. Nel 1929, raggiungendo il fratello Charles, si trasferì a New York, dove entrambi diventarono allievi del pittore Thomas Hart Benton alla Art Students League. La predilezione di Benton per i soggetti ispirati alla campagna americana non fece una grande presa su Pollock, ma il suo ritmico uso del colore e il suo fiero senso di indipendenza ebbero invece su di lui un’influenza duratura.Nell’ottobre del 1945 Pollock sposò una nota pittrice statunitense, Lee Krasner, e il mese successivo si trasferirono in quello che è ora conosciuto come il Pollock-Krasner House di Springs, Long Island. Peggy Guggenheim prestò loro la somma necessaria per pagare l’anticipo di una casa in legno con annesso un fienile, che Pollock trasformò in un laboratorio. Fu lì che perfezionò la sua celebre tecnica di pittura spontanea con cui faceva colare il colore direttamente sulla tela.Negli anni quaranta Pollock aveva assistito a delle dimostrazioni di sand painting (“pittura con la sabbia”) da parte di nativi americani. Anche i muralisti messicani e la pittura automatica dei surrealisti ebbero una certa influenza sulla sua arte. Pollock negava l’esistenza del “caso”; generalmente aveva un’idea precisa dell’aspetto che una particolare opera avrebbe dovuto avere e per ottenerlo si serviva del suo corpo, su cui aveva il controllo, unito al viscoso scorrere del colore, alla forza di gravità e al modo in cui la tela assorbiva il colore. Si trattava dell’unione del controllabile e dell’incontrollabile. Si muoveva energicamente attorno alle tele spruzzando, spatolando, facendo colare e sgocciolare quasi in una danza e non si fermava finché non vedeva ciò che voleva in origine vedere.I quadri più famosi di Pollock sono quelli realizzati nel periodo del “dripping”
 
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