lunedý 10 dicembre 2018
 
 
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Arp

senza-titolo-23.jpgHans Jean Arp

Hans Jean Arp (Strasburgo, 16 settembre 1887 – Basilea, 7 giugno 1966) è stato un pittore, scultore e poeta francese.Nato a Strasburgo da madre alsaziana e padre tedesco, usò per tutta la vita due nomi: quello tedesco di Hans e quello francese di Jean, alternandoli in base alla lingua o alle varie circostanze in cui gli capitava di riferirsi a se stesso. La sua fama è legata al superamento delle forme tradizionali dell’arte figurativa, e alla scoperta di forme nuove, che vanno dai collages ai papiers déchirés, ai frammenti di materiali vari uniti insieme.La sua attività si colloca al centro di quella vasta corrente dell’arte moderna che, dal cubismo al surrealismo, si pose come compito non di rappresentare la realtà ma di inventare nuove realtà.Formatosi alla Ecole des Arts et Métiers di Strasburgo, poi, fra il 1905 e il 1907, alla Kunstschule di Weimar e infine, dal 1908, all’Académie Julian di Parigi.Rifugiatosi in Svizzera per evitare il richiamo alle armi nella Prima guerra mondiale, nel 1916 fu fra i fondatori, a Zurigo, del Dadaismo. Tornato in Germania alla fine del conflitto, formò il gruppo dadaista di Colonia con Max Ernst e Johannes Theodor Baargeld. Più tardi, nel 1925, partecipò alla prima esposizione dei surrealisti, alla Galerie Pierre di Parigi. L’anno successivo si trasferì nella cittadina di Meudon. Da allora continuò a perfezionare la ricerca di nuove forme espressive, da quelle puramente plastiche nel campo della scultura all’esplorazione di forme, mezzi e materiali innovativi.Negli anni trenta rompe i rapporti con il Surrealismo, nel 1930 partecipa alla mostra del movimento astrattista Cercle et Carré, fondato dal belga Michel Seuphor, quindi, nel 1932. Nel 1942 scappò dalla Francia occupata per rifugiarsi nuovamente in Svizzera, a Zurigo, dove, nel 1943, morì la sua prima moglie, l’artista Sophie Taeuber-Arp.Nel dopoguerra Arp ottenne un successo mondiale.Tutta la sua arte è segnata dalla ricerca, attraverso la spontanea creatività dell’artista, determinata dal caso, di una essenza spirituale della realtà, quale essa è, al di là delle forme concrete in cui solitamente si manifesta; essenza che non riusciamo a cogliere, al di fuori della creazione artistica, perché la nostra percezione è abituata a muoversi soltanto nel mondo delle forme concrete, perdendo la capacità di andare oltre il livello della realtà materiale.

 
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