mercoledì 19 dicembre 2018
 
 
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Édouard Manet
senza-titolo-25b.jpgÉdouard Manet (Parigi, 23 gennaio 1832 – Parigi, 30 aprile 1883) è stato un pittore francese.
Egli stesso non ha mai voluto essere identificato col gruppo degli impressionisti, né partecipò mai alle loro esposizioni. Questo perché, per tutta la vita, preferì avere un riconoscimento ufficiale davanti allo Stato mediante l'ammissione al Salon, e non attraverso sotterfugi, come lui stesso affermò. Egli infatti manifestò una decisa posizione in difesa del principio della libertà espressiva dell'artista, con opere che suscitarono scandalo presso i suoi contemporanei, come Colazione sull'erba e Olympia. A partire dal 1869 si dedicò alla pittura en plein air ("all'aperto") e le sue uscite ai giardini delle Tuileries, sul retro del Louvre, divennero quasi degli appuntamenti mondani. La sua attività di pittura continuò fino al 1883, l'anno della sua morte. Il pittore ottenne una grandissima fama e tutt'oggi rimane il più grande interprete della pittura pre-impressionista.
Biografia

Édouard Manet nacque a Parigi nel 1832 in una famiglia ricca e influente. Il padre, Auguste Manet, era un giudice che avrebbe voluto che Édouard intraprendesse la sua stessa carriera. Il giovane presto espresse il desiderio di entrare alla prestigiosa École des Beaux-Arts, ma come risposta, il genitore lo fece imbarcare su una nave. Il viaggio, che durò più di un anno, fortificò ancor di più le aspirazioni di Manet, che al ritorno ottenne finalmente il permesso di studiare arte presso il celebre pittore Thomas Couture. Lo stile accademico e banalissimo di Couture, però, mal si sarebbe adattato all'indole del giovane Manet, che lasciò il suo maestro polemicamente, dopo sei anni. Passato all'Accademie, ebbe modo di seguire le lezioni del celebre Léon Bonnat, e di lì a poco conobbe i suoi futuri compagni impressionisti (Monet, Sisley, Cézanne, Pissarro) e dei letterati.
Olympia (1863) Musée d'Orsay

Viaggiò in Germania, Italia, Spagna e Olanda dove conobbe le opere di Frans Hals, Diego Velázquez e Francisco Goya.

Divenne amico degli impressionisti Edgar Degas, Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Paul Cézanne e Camille Pissarro, attraverso la pittrice Berthe Morisot, che introdusse l'artista nel gruppo. La Morisot convinse Manet a dedicarsi alla pittura en-plein-air, conosciuta grazie a Jean-Baptiste Camille Corot: fu anche fonte di ispirazione per alcuni spunti tecnici che l'artista introdusse nelle proprie opere. Nel 1863 Édouard sposò Suzanne Leenhoff. Nel 1881, su suggerimento di Antonin Proust, amico dell'artista, il governo francese insignì Manet della Legion d'onore.

Manet morì per sifilide e reumatismi non curati, contratti a quarant'anni (o, secondo alcuni, addirittura in gioventù, quando era imbarcato sulla nave). La malattia gli causò forti dolori e una parziale paralisi negli ultimi anni di vita. Il 6 aprile 1883, dopo un estenuante tira-e-molla, gli venne amputato il piede sinistro, ma l'operazione non servì a risparmiarlo dalla morte, che sopraggiunse quasi un mese dopo, il 30 aprile 1883, dopo un'interminabile agonia sfociata nel coma.

Le sue ultime parole prima di perdere conoscenza e sprofondare nel coma, furono di rimpianto per l'ostilità del suo avversario Alexandre Cabanel: "Sta bene, quello!". Venne sepolto nel Cimitero di Passy, ed accanto a lui, anni dopo, saranno sepolti sia il fratello Eugène che Berthe Morisot.
Attività artistica
Il balcone (1868) Musée d'Orsay

Nel 1856 aprì il suo studio: in questo periodo, il suo stile era caratterizzato da pennellate libere, dettagli stilizzati e assenza di sfumature. Adottò lo stile realista di Gustave Courbet, in particolare nel dipinto Il bevitore di assenzio (1858-1859) e in altri soggetti come accattoni, cantanti, zingari, persone nei caffè, e combattimenti di tori. Raramente dipinse scene religiose o mitologiche o storiche: un raro esempio è il Cristo morto con gli angeli (1864), conservato al Metropolitan Museum of Art di New York.
Le déjeuner sur l'herbe
Exquisite-kfind.png     Per approfondire, vedi la voce Colazione sull'erba (Manet).

L'opera, realizzata nel 1863, venne presentata al Salon di Parigi, da cui venne respinta: entro lo stesso anno, il dipinto venne esposto al Salon des Refusés, voluto dall'imperatore Napoleone III dopo che il Salon ufficiale rifiutò oltre quattromila opere solo nel 1863.

La giustapposizione di due uomini ben vestiti e due donne quasi nude fu contestata, non tanto perché conferisce un senso di erotismo ma piuttosto perché rappresentano persone di quell'epoca: le donne rappresentate sono due modelle e i due uomini sono giovani studenti (lo si può notare dal modo di vestire). L'opera venne contrastata anche per la mancanza di prospettiva (il senso di profondità è dato soltanto dalla presenza degli alberi) e dal fatto che non si distinguono bene le varie parti del quadro (non si capisce dove finisca l'erba e dove inizi l'acqua); ciò fa sì che i personaggi sembrino sollevati da terra. Il dipinto si distingue anche per il trattamento rapido, quasi da abbozzo, che lo distingueva dai lavori del maestro Gustave Courbet. Allo stesso tempo, la composizione rivela gli studi dai grandi maestri, come la disposizione delle figure che riprende le incisioni di Marcantonio Raimondi, ispirate da Raffaello Sanzio, o La tempesta di Giorgione, che raffigura un uomo in uniforme e una donna nuda che allatta un bambino.
Colazione sull'erba (1863) Musée d'Orsay

Diversamente dal gruppo Impressionista, Manet riteneva che gli artisti moderni dovessero esporre al Salon, piuttosto che abbandonarlo per le mostre indipendenti. Tuttavia, quando Manet venne escluso dall'esposizione internazionale del 1867, organizzò una propria mostra personale.

Sebbene i suoi lavori influenzarono e anticiparono lo stile impressionista, non volle essere coinvolto nelle mostre del gruppo, da una parte perché non voleva essere considerato come rappresentante del gruppo, dall'altra perché avrebbe preferito esporre al Salon.

Manet realizzò diversi dipinti raffiguranti scene di bar, fresche osservazioni della vita sociale del XIX secolo a Parigi: persone che bevono, ascoltano musica, si corteggiano, leggono, aspettano. Molti di questi dipinti sono basati su rapidi studi dal vivo: spesso l'artista si recava alla Brasserie Reichshoffen, sul boulevard de Rochechouart, oppure al ristorante lungo la Avenue de Clichy, Pere Lathuille, dove si poteva pranzare all'aperto.

Un altro soggetto trattato erano le attività della borghesia, come i balli in maschera o le corse campestri, oppure le strade o le stazioni di Parigi.

Nel 1882, Manet realizzò Il bar delle Folies-Bergère e lo espose al Salon dello stesso anno.
Curiosità

    Nonostante l'amico dottor Gachet gli avesse sconsigliato di farlo, Manet si fece amputare la gamba in casa, sul grande tavolo del salotto, dopo esser stato cloroformizzato. I medici, andandosene, lasciarono l'arto amputato dietro il paravento del caminetto, Leon Koella, volendo accendere il fuoco, lo trovò.
    Nonostante la reciproca complicità, era celebre l'antipatia personale che Manet provava per Cézanne, il quale, a sua volta, lo ricambiava con altrettanta scortesia. È divenuta celebre la frase con cui quest'ultimo una volta lo salutò: "Non le stringo la mano, monsieur Manet, perché è una settimana che non la lavo".
    Manet ebbe fama di donnaiolo, e tra le sue conquiste va annoverata Marie-Pauline Laurent (che fu poi musa di Stéphane Mallarmé). La stessa Berthe Morisot si era invano innamorata di lui, al punto tale di sposarne il fratello Eugéne pur di stargli vicino, e dando luogo a furibonde scene di gelosia, in particolar modo quando Manet prese come allieva l'avvenente Eva Gonzalez..
    Arrivò addirittura al punto, nel 1877, di sedurre la giovane moglie di un suo allievo e carissimo amico, Jules Armand Hanriot che, per il dolore, sparì dalla scena artistica e da Parigi. Molte biografie riportano la sua morte nella stessa data, a 24 anni, anche se Henriot sarebbe morto solo nel 1921. Altri sostengono che sia stato Hanriot a sedurre madame Manet, e la furia di Edouard lo avrebbe costretto alla "fuga".
    Pur se legato a Monet da reciproca amicizia, provava inizialmente molto disturbo per la sua quasi omonimia che fu motivo di equivoci per il pubblico.
 
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