lunedý 10 dicembre 2018
 
 
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Fernando Botero
senza-titolo-32.jpgFernando Botero

Gli anni dell’infanzia e della giovinezza sono il periodo fondamentale per la comprensione dell’opera di Botero, vissuti nel seno di un’agiata e colta famiglia cattolica nella tumultuosa Colombia degli anni trenta e quaranta. Da bambino subisce il fascino dell’architettura barocca e delle illustrazioni della Divina Commedia di Gustave Doré. Successivamente Botero dichiarerà di “non aver mai dipinto nulla di diverso dal mondo come lo conosceva a Medellín”. Nel 1952 vince, con il dipinto “Sulla costa”, il secondo premio al IX Salone degli artisti colombiani, organizzato presso la Biblioteca Nazionale di Bogotá: investe il denaro del premio per intraprendere un viaggio di studio in Europa. In Spagna visita il Museo del Prado di Madrid, dove conosce le opere di Francisco Goya e Tiziano, fra gli altri. A Parigi medita sull’arte d’avanguardia francese e decide di interessarsi degli antichi pittori. Giunge alfine in Italia, dove entra in contatto con le maggiori opere del Rinascimento italiano. Le opere di Giotto e di Andrea Mantegna soprattutto, lo ispirano molto ed esegue diverse copie dei suoi capolavori, pur non disdegnando gli altri autori della scuola senese, e della Toscana, in generale.Nel 1955, Fernando Botero ritorna in patria dove si sposa ed inizia ad esporre le sue opere, poiché all’epoca l’ambiente colombiano era fortemente influenzato dall’avanguardia francese, che Botero aveva invece respinto. Non compreso dall’ambiente colombiano, Botero si sposta in Messico, dove scopre per la prima volta le possibilità di espandere e dilatare il volume delle forme in modo personale. Una caratteristica che fortemente influenzerà la sua opera. Ma è nel 1957 che scopre l’espressionismo astratto, nel corso di una mostra personale a Washington, grazie ad un tour nei musei di New York. Sempre nel 1957 torna a Bogotá, dove vince il secondo premio al X salone degli artisti colombiani. Nel 1958 ottiene la cattedra di pittura all’Accademia d’arte di Bogotá. Vince finalmente il primo premio al XI salone con l’opera “La camera degli sposi”. Nello stesso anno, espone nuovamente a Washington, alla Gres Gallery. Le sue opere vengono vendute tutte il giorno stesso dell’inaugurazione. Dal 1959 inizia lo studio di Diego Velázquez: Botero realizza infatti molte versioni del “Niño de Vallecas”, dove il suo stile molto incisivo risente dell’influenza dell’espressionismo astratto.
 
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il Sacro Bosco /ANNO / 2009
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