lunedý 18 marzo 2019
 
 
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Mario Ceroli
senza-titolo-37.jpgMario Ceroli

Formatosi all’Accademia delle belle arti di Roma, sotto la guida di Leoncillo Leonardi e Pericle Fazzini, riproduceva inizialmente sculture di ceramica. Negli anni sessanta, impressionato dalla Pop art tramite le opere di Louise Nevelson e di Joe Tilson, arrivò ai materiali e alle forme che avrebbero caratterizzato successivamente le sue creazioni: silhouette di oggetti sagomate in legno, prive di colore, talvolta ripetute in serie (Ultima Cena, 1965, Galleria nazionale d’arte moderna a Roma; Uomo di Leonardo, 1964; La Cina, 1966), connesse ad uno spazio che diventa tema essenziale (Cassa Sistina, 1966), oppure tracciate a tempera e a inchiostro (La porta, il cenacolo, 1981; Giorno, Notte, 1982) Nel 1967-1968 prese parte alle mostre del gruppo dell’Arte povera. Ha realizzato a Bologna nel 1984 la cosiddetta “Casa del Nettuno”, un contenitore ligneo impreziosito dalla silhoutte Uomo gallegiante, che ha costituito il cantiere di restauro della statua bronzea del Nettuno del Giambologna. Suo è l’ Unicorno alato (1987), in legno rivestito di oro, esposto all’ingresso della sede Rai di Saxa Rubra. Ha curato l’arredo della chiesa di Porto Rotondo (1975) e di quella di Santa Maria Madre del Redentore di Tor Bella Monaca, a Roma, nel 1988. Ha svolto anche un’intensa attività di scenografo, collaborando con il Teatro Stabile di Torino (scenografia del Riccardo III di Shakespeare, 1968) e con la Scala di Milano (scenografia della Norma di Vincenzo Bellini). Nelle sue sculture, frequenti le citazioni da famose opere del passato, come da quelle di Leonardo, di cui ha parafrasato con i suoi legni il disegno dell’”uomo vitruviano” (Disequilibrium, 1967) e l’Ultima Cena (legno dipinto, 1981). Nel 1997 donò al paese d’origine, Castel Frentano, una copia della scultura lignea L’uomo vitruviano collocandola nel piazzale della Concezione. Nel 2007 è stato chiamato dal Palazzo delle Esposizioni di Roma a partecipare alla sua riapertura ufficiale, dopo lunghi anni di lavori di ristrutturazione, con una scelte delle sue principali opere. Nel 2008 la giunta comunale della città di Siena gli ha affidato il compito di dipingere il drappellone per il Palio del 16 agosto, dedicato alla Madonna Assunta e vinto dalla Contrada del Bruco, con il fantino Giuseppe Zedde detto “Gingillo” ed il cavallo Elisir Logudoro.
 
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Libri

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"Voci d'acqua" ed. Firenze Libri

Laura Margherita Volante
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