lunedý 10 dicembre 2018
 
 
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Consagra
senza-titolo-38.jpgPietro Consagra

Compiuti gli studi all’Accademia di Palermo, nel 1944 si trasferì a Roma, dove aderì all’astrattismo partecipando al gruppo Forma Uno (1947), che rivendicava «la libertà di essere ad un tempo marxisti e formalisti», cioè astrattisti e frequentò la trattoria Fratelli Menghi, punto d’incontro per registi, sceneggiatori, poeti e pittori quali Emilio Vedova, Mario Mafai, Pericle Fazzini, Corrado Cagli, Antonello Trombadori, Antonio Corpora, Piero Dorazio. Qui lavorò nello studio di Mazzacurati e in quello di Guttuso, dove conobbe Piero Dorazio, Ugo Attardi, Carla Accardi, Antonio Sanfilippo, Perilli, Guerrini, e Turcato. Fu proprio assieme a questi artisti che Consagra preparò nel marzo del 1947 il manifesto del gruppo astrattista “Forma 1”, in cui veniva teorizzata la lezione dell’astrattismo, appresa grazie ad un viaggio parigino organizzato dalla gioventù comunista. La scultura del Consagra si propone come una scultura di idee intese, secondo suo dichiarato programma, ad «esprimere il ritmo drammatico della vita di oggi con elementi plastici che dovrebbero essere la sintesi formale delle azioni dell’uomo a contatto con gli ingranaggi di questa società dove è necessaria volontà, forza, ottimismo, semplicità, chiarezza». Fra le sue ultime grandi opere, nel 1998, esegue una scultura in marmo, dedicata a Giano, alta più di cinque metri, situata a Largo Santa Susanna a Roma. Insignito della medaglia d’oro come Benemerito della Cultura e dell’Arte dal presidente Carlo Azeglio Ciampi, oltre che scultore, Consagra fu scrittore e critico, collaboratore di molte pubblicazioni d’arte, scrisse La necessità della scultura (1952), La città frontale e Vita mia (1980), opera autobiografica, e fu personalità di rilievo nel mondo culturale di un periodo storico di determinante importanza per l’arte italiana, negli anni quaranta, che videro la nascita dell’astrattismo. Pietro Consagra è morto sabato 16 luglio 2005 a Milano, città nella quale da dieci anni si era stabilito definitivamente, all’età di 85 anni, ed è stato seppellito per sua espressa volontà nel cimitero di Gibellina.
 
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