giovedì 20 giugno 2019
 
 
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“ LOVE for COMICS “
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“ LOVE for COMICS “
Galleria Puccini
Via Bernabei, 39 – Ancona-
dal 31.5 al 15.6.2014 (da martedì a domenica ore 18.00-19.30)
Ingresso libero 


SERGIO CAVALLERIN

Sergio Cavallerin nasce a Perugia nel 1957 da padre veneziano e da madre umbra.

Da sempre è forte in lui la vocazione all'immagine che lo porta giovanissimo a non cercare altra realizzazione al di fuori del mondo dell'espressione visiva.

La sua carriera inizia molto presto nell'ambito della grafica e del fumetto e da subito è portato ad indagare e ad approfondire tutti i risvolti della rappresentazione artistica, sia con le tecniche pittoriche, che con l'obiettivo fotografico, senza trascurare felici combinazioni multimediali, utilizzando la musica e l'immagine cinematografica.

Tale ampio orizzonte di ricerca artistica, attraversato con continua inquietudine di rinnovamento e di senso critico, ha visto il fiorire di una carriera di successo, sempre originale per la varietà delle proposte.  La “summa” della sua opera, ad oggi, presenta infatti quadri di soggetti naturali, piante ed animali, espressionisticamente interpretati, temi ispirati a grandi miti letterari come Pinocchio, o popolari come gli ex voto, e persino composizioni elaborate, tratte dall'universo dei fumetti.

Ha creato i “Polimeri”, sequenze di rappresentazioni labirintiche di segni, che coinvolgono direttamente lo spettatore con domande essenziali ed ha ideato istallazioni mimetiche forti per i rimandi alle varie forme di immaginario collettivo.

All'artista sono state dedicate mostre nelle locations più prestigiose in Italia, a Milano, a Firenze, a Perugia, a Roma, a Torino, e all'estero, in Bulgaria, a Ginevra, a Parigi e a Los Angeles.

Vive e lavora a Perugia


“LOVE FOR COMICS”
Sergio Cavallerin  

Si narra che nel 1923 il poeta italiano Canudo abbia stilato una prima suddivisione delle arti, contandone 7:  pittura, scultura, architettura, musica, poesia, danza e cinema. Ma nel 1964 Claude Beylie ne aggiunse altre due: la radio – televisione, e il fumetto. 
Sergio Cavallerin è stato uno dei promotori della nona arte, portando per la prima volta il manga giapponese in Italia tramite la casa editrice Star Comics da lui fondata a Perugia alla fine degli anni Ottanta per ampliare il panorama fumettistico, all’epoca quasi solamente limitato alle figure di Tex e Topolino.
Oggi i suoi Star Shop sono presenti in tutte le principali città italiane.
Ma dietro questo spirito imprenditoriale si cela un altro spirito, quello di un artista convinto che il fumetto salverà le nostre anime dalla corruzione e dal qualunquismo nei quali la nostra società è scivolata, spinta dal consumismo sfrenato, dalla perdita dei principi.
Se Andy Wharol rappresentò Marilyn Monroe come un’icona religiosa di una società che già negli anni Sessanta stava avvertendo una crisi di valori che la portava a venerare i simboli di un’esistenza vacua ed effimera, Sergio Cavallerin avverte questa crisi e getta un’àncora di salvezza verso i giovani, protagonisti futuri di una storia ancora da scrivere. 
Capitan America, Batman, e Spiderman sono giovani uomini che decidono di aiutare il prossimo: Peter Parker è un giornalista squattrinato che di notte difende la città dai criminali, esattamente come l’orfano Batman che decide di mettersi al servizio della giustizia, e nessuno di loro riceve nulla in cambio. Troppo spesso sottovalutati, i personaggi che compaiono sulle tele dell’artista perugino come icone votive altro non sono che un’esortazione alla costruzione di un mondo migliore sulle ceneri di quello ormai disintegrato dall’uomo. Come le immagini sacre avevano lo scopo di ammonire ed esortare i fedeli alla virtù d’animo, gli acrilici di Cavallerin presentano i supereroi come figure in grado di sconfiggere le paure del nostro tempo e la crisi di valori che attanaglia il presente. 
Dovremmo diventare verdi di rabbia, tanto da strapparci la maglia che abbiamo addosso, e cercare di salvarci, ed è proprio questo il potere della nona arte: innesca in noi il desiderio di diventare supereroi della nostra esistenza. 
L’artista coniuga insieme le icone e le immagini divine insegnandoci che il fumetto è molto più di un bel disegno: è come l’arte che nel Medioevo e nel Rinascimento veicolava un insegnamento, ed è sacro perché i personaggi che compiono atti eroici sono il prodotto sublime della morale cristiana. 
Ma la cultura pop non tentava solamente di allacciarsi ad una sfera divina ormai in crisi, bensì denunciava nella maniera più esplicita una situazione oggettiva. Allo stesso modo, rappresentare Homer Simpson addormentato sopra una montagna di rifiuti non è solo un riferimento, ma un dito puntato verso la nostra comunità ormai in discesa.
 
 
 (Presentazione di  Giulia Naspi ) 




 
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