venerdý 14 dicembre 2018
 
 
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LE MARCHE SURREALI
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LE MARCHE SURREALI
 di ROBERTO RECANATESI
Palazzo Gradari – Pesaro -
6  - 28 settembre 2014

Al piano nobile di Palazzo Gradari a Pesaro, gentilmente concesso dal Comune,  si inaugura la mostra fotografica di Roberto Recanatesi dedicata alle Marche,  nonché a Pesaro, in chiave surreale e paradossale. 

La mostra fotografica in questione si colloca in un più ampio progetto di Roberto Recanatesi rivolto alla Regione Marche vista con occhio onirico e visionario e comprende, per questa ‘puntata’, anche la città e la zona di Pesaro, da lui spesso frequentata, pur essendo anconetano di nascita e di residenza.

Sin dal 2012 ad oggi ebbero luogo altre edizioni molto apprezzate: alla Mole Vanvitelliana di Ancona (Visionariancona) con presentazione di Armando Ginesi, alla Sala del Rettorato di Ancona (Paradossi onirici) con presentazione di Giancarlo Galeazzi, al Palazzo dei Convegni di Jesi (VisionariJesi) di nuovo da Ginesi, all’Atelier dell’Arco Amoroso di Ancona da Francesco Scarabicchi, al Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno da Stefano Papetti, all’ex Chiesa di San Michele di Fano da Silvia Cuppini, mentre questa edizione pesarese prevedrà l’introduzione di Debora Ricciardi. 

L’autore scatta da oltre venticinque anni ed espone instancabilmente dal 1995, con  una vecchia Yashica manuale degli anni ottanta, ed ha scoperto ormai la chiave a lui più consona … quella del surreale, del fantastico e dell’”oltre e al di sopra del tangibile e del quotidiano”, che sembra essere molto apprezzata dal pubblico, bisognoso di sogni e di ulteriori appagamenti interiori, in un mondo sempre più difficile da vivere e, meglio dire, da condividere.

Appartato e solitario sin dall’inizio, lontano dai ‘giri’ tipicamente fotografici, funzionario regionale di professione (difficile vivere d’arte), Recanatesi ha al suo attivo decine e decine di mostre, tra l’altro presso la Sala Laurana di Pesaro, gli Antichi Forni di Macerata, la Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto, la Rocca Paolina di Perugia, la Sala dei Mercatori e la Libreria Rinascita di Ascoli Piceno, la Galleria Giovenzana di Milano, il Palazzo del Turismo di Riccione, ecc.

A partire dal 2011 viene regolarmente invitato alla Rassegna Salvi di Sassoferrato.

Le opere (una quarantina, formato 40x50 e 40x60, in bianco-nero ed a colori, questi ultimi tuttavia su toni crepuscolari, cupi e contrastati) sono in prevalenza il frutto di assemblaggi di negativi scannerizzati e provenienti da più scatti. L’autore sarà sempre presente. Date e orario: dal 6 al 28 settembre 2014, solo di Venerdì, Sabato e Domenica: 10-13 e 16-20 (il Venerdì solo pomeriggio).
L’inaugurazione è prevista per Sabato 6 settembre 2014 alle ore 17 con la presentazione della storica dell’arte Debora Ricciardi.
Si ringrazia il Comune di Pesaro, così come il Consiglio Regionale e la Provincia di Pesaro e Urbino dei rispettivi patrocini nonché la Banca dell’Adriatico, l’Associazione Macula e l’Hotel Alexander Museum Palace del prezioso sostegno.

www.robertorecanatesi.com 




MARCHE VISIONARIE - dedicato a Pesaro -

“ […] È proprio vero! Reprimiamo dunque questa fiera indole, questa furia, quest'ambizione, perché forse stiamo sognando. E così faremo poiché tanto singolare è il mondo, che vivere è soltanto sognare e l’esperienza m’insegna che l’uomo, vivendo sogna quel che è finché si sveglia. […] Che è mai la vita? Una frenesia. Che è mai la vita? Un' illusione, un'ombra, una finzione... E il più gran bene è niente; ché tutta la vita è un sogno; ed i sogni sogno sono”.
(Calderon de La Barca, La vita è sogno, scena XIX, atto secondo, BUR, 1958, p. 70)

Tutta la vita è un sogno ed è forse proprio dai sogni che, impastati di terra e di luce, emerge la spinta alla ricerca del Mundus Imaginalis di Roberto Recanatesi, un fotografo dai confini misteriosi, incredibilmente difficile da classificare, il cui lavoro sofisticato chiama in causa l’osservatore con una forte componente empatica. Multiple identità si sciolgono sul filo dell'ignoto in un ritmo di danza che porta a svelare l'anima di luoghi sopiti nel tempo. Ed è proprio la dimensione temporale la grande protagonista degli scatti che trattengono quel piacere sospeso dell'hinc et nunc declinato nel melanconico futuro antico. Se Max Klinger fa del guanto la storia di un'ossessione dal cui inconscio affiora un materiale fecondo e visionario, Roberto Recanatesi trova nella figura dell'uomo in nero il perturbante riflesso nella reiterazione del cappello magrittiano che fa indossare persino a Lisippo. Un uomo senza volto che traccia la direzione del nostro sguardo su orizzonti surreali dispiegati alla Luna, Madre cosmica, archetipo del mondo dei sogni, dell'immaginario e della notte. Essere lunare, criptico e segreto, anche il gatto, che racchiude il lato istintivo della Natura, sembra essere messaggero di notizie arcane in uno spazio privo di gravità e di pertinenze dimensionali. Tutti gli elementi naturali si palesano in segni di tangenza che fanno da viatico alla quotidianità spicciola. Il mare Adriatico è quinta scenografica di un Rossini orgoglioso al tramonto, ma quello stesso mare è pure memoria di un passato legato alla terra che riecheggia nel nome del musicista. Macchie boschive si trasformano in mappe cerebrali per i pensatori del nuovo millennio e anche le celebri architetture storiche si prestano alla distorsione umana dell'occhio che turba la percezione per restituire lo stampo del ricordo. Le sospensioni geometriche che annullano la certezza spaziale sono come le pause nei brani musicali: aumentano l'attesa di quel che sarà e accentuano il pathos di quanto è già stato. Nelle trame paesaggistiche fanno capolino opere d'arte liberate dalla loro collocazione originaria, come se per un attimo fossero protagoniste di un'altra storia tutta da inventare. E' l'universo capovolto di chi sa vedere oltre il visibile, oltre il dato reale, ma è anche il tentativo enigmatico di dichiarare attraverso l'immagine una via possibile, un'alternativa di lettura della propria vita.  “Sono rinato molte volte, dal fondo di stelle rovinate, ricostruendo il filo delle eternità che popolai con le mie mani [...]”, così le parole di Pablo Neruda ricalcano lo spirito magmatico di Roberto Recanatesi che non è solo un fotografo ma anche un rabdomante di anime colte e profonde, indagatore infaticabile e cacciatore di storie segrete.  ( Debora Ricciardi )
 
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