venerdý 14 dicembre 2018
 
 
.
Deserti d'Oriente e d'Occidente
desert1.jpgMostra antologica di massimo Volponi " Deserti d'Oriente e d'Occidente", poverta' e cultura - Atelier dell ' Arco Amoroso
Piazza del Plebiscito- Ancona dal 20 al 28 Febbraio 2016
 
DESERTI D’ORIENTE E D’OCCIDENTE
Ancona,Atelier dell'Arco Amoroso, Piazza del Plebiscito-20 febbraio - 28 febbraio 2016
a cura  di Loredana Cinti
Inaugurazione sabato 20 febbraio alle ore 18.00
 
 
COMUNICATO STAMPA-“Deserti d’Oriente e d’Occidente”, è la prima mostra di Massimo Volponi nella sua città. Allestita con grande attenzione artistica da Loredana Cinti,  all’Atelier dell’Arco Amoroso ad Ancona, questa antologica prende avvio da una serie di riflessioni contemporanee e di simbologie culturali del mondo occidentale e orientale; un confronto di similitudini e contrapposizioni iconografiche con l'intento di decontestualizzare origini e valori estetici.
 
Massimo Volponi crea un frammentato sovrapporsi di spunti e idee su ciò che è realmente aridità estetica e contenutistica e ciò che non lo è. Quello che viene proposto è uno sguardo sul mondo contemporaneo attraverso una chiave di lettura inusuale, simboleggiata da un materiale povero come la sabbia. La mostra si compone di una ventina di opere, provenienti da precedenti esposizioni di successo a Roma, Milano, Forlì, Asti, Rovereto, ecc. Tematiche forti ed attuali quelle rappresentate, spesso indotte da produzioni, cinematografiche  ispirate a film come  "Idiocracy" ( 2006,diretto da Mike Judge.), metafora del genocidio culturale della società contemporanea. Fenomeni come la massificazione, la desertificazione culturale e l'appiattimento sociale tipici di Judge si rintracciano nella sabbia di Volponi, anche in modo paradossale e a volte comico, come per il degrado ambientale. Anche qui ad Ancona, Volponi conferma la sua capacità di indagare e mettere a nudo, con mirabili semplificazioni visive, la contaminazione dei vari linguaggi artistici: pittura, scrittura, cinema. Stigmatizzando simboli, segni e immagini ed esasperandone le apparenti differenze Volponi ci ricorda, a volte con ironia altre con forza, come sia ad Oriente che ad Occidenti il rischio di desertificazione culturale e sociale è sempre in agguato. Da qui l’emblematico sottotitolo della mostra “povertà/cultura e cultura/povertà”, che  sta ad indicare   come le parole, seppure attraverso differenti tragitti, conducano  spesso ad un’unica desolante meta. Inaugurazione sabato 20 febbraio 2016, ore 18: visitabile fino al 28 febbraio dalle ore  17 alle ore 20. Riflessioni sul tema di Lella Vairo. Evento a scopo benefico pro Associazione “Il Sorriso di Daniela” a cura di E’ TV Marche.
www.massimovolponi.it
 
 
Artista marchigiano poliedrico e versatile. Negli ultimi decenni ha portato avanti una ricerca fondata sulla contaminazione dei linguaggi della pittura e della scrittura, sviluppando una serie di apprezzate opere per originalità artistica e valenza sociale. Fra le numerose mostre in Italia ed all’estero, ricordiamo  “Dieci più dieci, fiabe a 4 mani”, “Sussurri d’infinito”, “Ascoltare il mare” ….  Un’opera della mostra “Di luce d’ombra” è presente nella collezione pubblica del consolato italiano a New York, realizzata in memoria delle vittime dell’11 settembre 2001. Un’altra opera del ciclo dedicato alle migrazioni è presente nella galleria del Ministero della Cultura a Santiago del Cile. Numerose sono le pubblicazioni: “Barrierandia” , dedicato ai problemi dei disabili nei contesti urbani.  “Quereland – Qui vale tutto” Vignette di MaxVolpa, per la Feltrinelli. Dal 2007 gestisce il portale nazionale d’arte “Il Faro Verde” . Dal 2013 è vice_presidente dell’Associazione Culturale Collettivo VV di Asti e corresponsabile del Museo Didattico del Risorgimento Contemporaneo di Castelbellino.
 
 
 
 
 


RECENSIONE  di Padre Giancarlo Mandolini Frate Minore delegato per i Beni Culturali e le Biblioteche dei Frati Minori delle Marche
 
struzz.jpg
Sono stato invitato da Loredana Cinti a vedere la mostra antologica “Deserti d’oriente e d’occidente – povertà/ cultura e cultura / povertà” dell’artista Massimo Volponi tenuta ad Ancona dal 20 al 28 febbraio negli spazi espositivi dell’Atelier dell’Arco Amoroso.
La mostra mi ha aperto spazi nuovi. Ho compreso subito che non si trattava di espressioni particolarmente figurative o non iconiche, che partono dal bello per sollecitare la contemplazione o dall’astratto per entrare nell’immaginario sconfinato. Ho scoperto una nuova dimensione iconica. Si tratta di entrare in un mondo diverso, che manifesta un disagio interiore e nel contempo collettivo, di un artista di fronte agli innumerevoli problemi dell’universo globale.
 
L’artista si ritrova in un mondo non suo e raccoglie le ambiguità e le ingiustizie sociali, che turbano l’animo dell’uomo e che sembra che non trovino soluzioni di sorta.
Credo anche di poter leggere le difficoltà indicate dal giovane artista con l’ausilio della encicliche sociali della Chiesa: dalla Rerum novarum di Leone XIII alla Pacem in terris di Giovanni XXIII e alla Populorum progressio di Paolo VI. Ci sono troppi popoli che lottano per liberarsi dalla fame, delle malattie endemiche, dell’ignoranza e che cercano, ma non trovano, soluzioni alla loro miseria. I ricchi e i potenti non si pongono al servizio dell’uomo per aiutarlo attraverso azioni sociali, che trovino una risposta agli innumerevoli interrogativi e problemi del mondo.
 
Credo che due quadri esprimino questi sentimenti.
 
 
 
 
 
ll primo, “La terra degli struzzi”: un bimbo morto è adagiato, come se riposasse dolcemente nel suo  lettino alla luce del primo mattino ed invece giace morto su terreno arido (orribile e vergognoso!) senza che nessuno gli dia onorata sepoltura, mentre alcuni struzzi nelle vicinanze si presentano con la testa sepolta nella sabbia: non vedono, o meglio non vogliono vedere, né sentire i disagi del mondo.
 
futur.jpg
Nel secondo quadro “Futuro” (opera datata 2010) un papà, abbandonata la sua terra a causa della guerra, innalza il suo piccolo al di sopra del filo spinato che blocca gli emigranti per chiedere di far passare lui e il suo piccolo, in nome dell’innocenza che stringe fra le sue braccia, o almeno di accogliere solo il bimbo, perché possa avere un futuro migliore. Straziante messaggio di un padre senza futuro!
 
Ma non basta, c’è un messaggio anche nella tecnica usata  dall’artista: le opere su tavola si presentano con un nero sovrastante, su fondo sabbioso, il tratto è sfumato, quasi inciso sul fondo.
Massimo Volponi è anche un notevole caricaturista e vignettista, cioè un uomo che sa cogliere il ridicolo del personaggio e delle situazioni, e credo che questo suo carisma lo abbia aiutato a comprendere, non solo la necessità dell’umanità, ma anche lo sconcertante ridicolo di una società che non vuol vedere chi soffre e non vuol offrire una mano amica a coloro che l’attendono nel disagio e nella sofferenza di un mondo di poveri dimenticati e abbandonati.

Fano 3 marzo 2016
P. Giancarlo Mandolini  
 


 
< Prec.   Pros. >
.

Libri

Santa Sofia
Santa Sofia
AUTORE / Rowland J. Mainstone
Electa
Leggi tutto...
 















© 2008 Il Faro Verde
www.massimovolponi.it