giovedý 23 novembre 2017
 
 
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PACO
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PACO La droga dei poveri – di Valerio Bispuri
Il drammatico reportage sulla droga che uccide i giovani delle favelas sud Americane. 

 
Buenos Aires, 2010. Un campo occupato nei pressi di Lomas de Zamora (© Valerio Bispuri/Contrasto)
Sono le villas miserias di Buenos Aires voragini di umanità dimenticata dove la vita vale poco, talmente poco da bruciarla con pochi pesos, ingoiando un sassolino bianco dopo l’altro, il paco, residuo della lavorazione della cocaina tagliato con vetro tritato. «Sembra normale cocaina, ma il suo effetto è quindici volte più potente e istantaneo. Una scossa letale». Valerio Bispuri per 14 anni ha documentato con la sua macchina fotografica la produzione clandestina di questa droga a basso costo che sta uccidendo generazioni di giovani in Argentina, nelle favelas brasiliane, e poi in Paraguay, in Perù, fino alla Colombia. Un percorso racchiuso in Paco, a drug story (Contrasto, pagine 124, euro 35,00). «Noi occidentali viviamo dentro un giocattolo», ha detto il fotografo romano. Bambini in un luna park scintillante. La realtà del mondo è invece un’altra. «Bispuri ha attraversato le fogne, l’orrore la morte – annota in uno dei testi del volume, Marco Lodoli –. Ha guardato negli occhi chi non ha occhi, ci ha sbattuto in faccia la verità di un cosmo infetto e disperato, ci ha fatto vergognare del nostro abbonamento televisivo, del nostro conto in banca, del piatto di sushi, della nostra insulsa depressione, della nostra immeritata sicurezza. Un viaggio negli inferi, senza alcuna speranza che presto o tardi riappaiano le stelle, senza alcuna possibilità di riscatto». 
Dopo Encerrados, in cui Bispuri ha affrontato le umiliazioni dei prigionieri nelle carceri sudamericane, ora un nuovo duro, forte lavoro sulla “maledizione” del paco.
 
Josè e Kaio rubano, vivono e fumano paco ogni giorno nei vicoli di Pelourinho (© Valerio Bispuri/Contrasto)

«Credo che la fotografia abbia bisogno sempre di più tempo per arrivare a una profondità – dice Bispuri –. A quell’equilibrio magico tra emozione e realtà. Paco cerca di essere non solo un lavoro di denuncia sociale su una terribile droga, ma anche un’esplorazione antropologica e sociologica di una realtà sudamericana».

Paco. A drug story (Ed CONTRASTO),è il secondo libro di Valerio Bispuri. Paco, il cui nome si riferisce a una droga devastante nata in Sudamerica, è il reportage a cui il fotografo ha lavorato per 14 anni in contemporanea con Encerrados (un viaggio il 74 carceri sudamericane), il primo libro di Bispuri pubblicato da Contrasto nel 2015. Il volume ha una introduzione dello scrittore Marco Lodoli e un testo del giornalista César Gonzalés.
Diffusosi a partire dagli anni Novanta soprattutto nei bassifondi di Buenos Aires e – in seguito – nelle favelas e nelle periferie di tutto il Sudamerica, il consumo di paco è aumentato notevolmente agli inizi del duemila. Si tratta di una droga estremamente nociva ottenuta con gli scarti della lavorazione della cocaina, miscelati a cherosene, colla, veleno per topi o polvere di vetro. I giovani, che sono i consumatori più̀ assidui, arrivano ad aver bisogno di assumere fino a venti dosi al giorno di paco con conseguenze devastanti poiché dà immediata assuefazione.
Valerio Bispuri è entrato in questo inferno di morti viventi per raccontare la sofferenza e la vita nei ghetti periferici, viaggiando tra Argentina, Brasile, Perù, Colombia e Paraguay e condividendo la quotidianità̀ dei consumatori di paco. Come per Encerrados, anche con questo reportage l’autore ci offre una documentazione molto puntuale di un fenomeno poco conosciuto ma di dimensioni preoccupanti.
Nel 2015, bendato per non riconoscere il posto, Bispuri è riuscito a farsi accompagnare in una di quelle che vengono chiamate le “cucine della droga” per terminare il suo reportage lì dove tutto ha inizio, dove il paco viene creato. Di questo e delle vite distrutte dei consumatori di questa droga e delle loro famiglie, il fotografo ci parla attraverso le sue immagini che hanno un grande impatto narrativo ed emotivo. Pagina dopo pagina, Bispuri ci guida anche con le sue parole per raccontarci quello che ha visto, quello che ha provato nei momenti in cui fotografava.
Nel corso degli anni le immagini di Paco sono state pubblicate sulle più importanti testate internazionali. Nel libro ci sono anche molte fotografie inedite che vengono mostrate per la prima volta in questa occasione.

BIOGRAFIA
 

Valerio Bispuri (Roma, 1971) decide di dedicarsi alla fotografia dopo la laurea in lettere presso l’Università “La Sapienza” di Roma.
Il suo primo lavoro è dedicato al mondo Rom, entrando nella loro complessa realtà e visitando i campi di Roma, Napoli, Bologna, fino ad arrivare, accompagnato dagli stessi Rom, negli sperduti villaggi della Bosnia.
Fotoreporter professionista dal 2001, collabora con numerose riviste italiane e straniere.
Ha realizzato reportage in Africa, Asia e Medio Oriente, ma è in America Latina che ha soprattutto vissuto e lavorato.
Per dieci anni si è occupato di Encerrados, un progetto fotografico che mostra le condizioni di vita dei “rinchiusi” nelle carceri di tutti i paesi del continente latino-americano. Questo reportage lo ha portato a visitare ben 74 istituti penitenziari, dalle carceri di massima sicurezza alle prigioni femminili, con l’obiettivo di raccontare la difficile realtà sociale di un intero continente. Encerrados ha viaggiato molto ed è stato esposto, tra gli altri, al Visa pour l’Image di Perpignan (2011), al Palazzo delle Esposizioni di Roma, all’Università di Ginevra, al Browse Festival di Berlino, al Bronx Documentary Center (BDC) di New York. Nel 2015 Encerrados è diventato un libro edito da Contrasto.
Nel 2015 Valerio ha terminato un altro lavoro durato tredici anni con cui denuncia la diffusione e gli effetti di una nuova droga a basso costo, il Paco, che sta uccidendo una generazione di giovani nei sobborghi delle metropoli sudamericane. Il suo reportage Paco è stato esposto nel 2014 a Istanbul dalla Croce Verde Internazionale e nel 2016 al Visa pour l’Image di Perpignan, dove è arrivato finalista al Visa d’Or, il premio più prestigioso assegnato dal festival internazionale di fotogiornalismo.
Questi lavori gli sono valsi numerose pubblicazioni e premi a livello internazionale, tra cui il Poy America Latina 2011 (menzione speciale), il Sony World Photography Award 2013 (1° posto, Contemporary Issues), il Days Japan International Photojournalism Award 2013, il Poy 2014 (2° posto, Feature Story Editing – Magazine).
Recentemente Valerio ha intrapreso altri due progetti a lungo termine, uno dedicato agli istituti penitenziari italiani, diventando il primo fotografo ad avere accesso all’interno di alcune delle carceri più antiche e affollate, tra cui Poggioreale (Napoli), Regina Coeli (Roma), Ucciardone (Palermo); il secondo riguarda le donne vittime della tratta in Argentina e si prefigge di denunciare questa piaga umana e sociale. 
Nel Maggio 2017 Valerio BISPURI è stato ospite con il suo lavoro “Mirada Interior” ad ANCONAFOTOFESTIVAL negli ambienti della Polveriera Castelfidardo nel parco del Cardeto


Dal 10 novembre 19 novembre un’ampia selezione delle fotografie di Paco sarà esposta alla Mole Vanvitelliana di Ancona all’interno del programma del KUMFESTIVAL (www.kumfestival.it) diretto dal prof Massimo Recalcati

 
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Libri

Otto vele all'orizzonte
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Laura Margherita Volante
MEF - Maremmi Editori Firenze - dal 1958






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