mercoledý 19 dicembre 2018
 
 
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Oggetto e memoria (Palazzo Capitani)

"Contemporaneità tra Passato e Futuro"
In collaborazione con OSTERIA MUSEO - Comune di Ascoli Piceno  - Assessorato alla Cultura  e Soprintendenza ai Beni Archeologici delle Marche

Area Archeologica del Palazzo dei Capitani 

Piazza del Popolo di Ascoli Piceno
dal  12 al  20 Aprile '08

Esperienze, ricordi, sensazioni rivestono di invisibili epidermidi gli OGGETTI che ci circondano: giocattoli, utensili, mobili sui quali sono passate e convissute storie che segnano il nostro conscio e inconscio. Scorrono le stagioni su di loro, su di noi. Si consumano, ci consumiamo, invecchiano, invecchiamo. Fino alla svolta: rinascita, restauro, riutilizzo, riciclo…
I due contrapposti epiloghi dell’oggetto, la distruzione/riciclo e il restauro/antiquariato, si ricongiungono nella parola MEMORIA. La memoria in entrambi racchiude ciò che attraverso il contatto è filtrato sugli oggetti e fantastica su come dentro un pannello di legno riciclato o di carta riciclata possono convivere ricordi di esperienze, intrecciati e fusi in un'unica cosa. La memoria diffonde un messaggio storico-culturale sull’oggetto rigenerato, fino a conferirgli lo status di oggetto d’antiquariato, oggetto del desiderio, come a diventare un prezioso contenitore di reminescenze, sapientemente rigenerato e immune dal naturale processo d’invecchiamento.


ICiascuno di noi custodisce una scatola dei ricordi dove conservare oggetti e pensieri di un passato più o meno lontano. Ma lo stesso vale per la mente? Possiamo dire che l’esperienze appena vissute vengano depositate sotto forma di tracce in una parte del cervello, e da qui successivamente cancellate oppure trasferite in un deposito più capiente e sicuro? Dove risiedono i ricordi recenti? E dove quelli passati? Per far luce sugli intricati sistemi che nel cervello controllano e conservano le varie forme di memoria, neurobiologici e clinici hanno preso in esame con tecniche di indagine, diagnostiche e psicologiche, varie forme di amnesia che insorgono in seguito a traumi cranici o interventi chirurgici.

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per vedere lo sviluppo della mostra andate al seguente link
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Augusto Salati

Prendere un sogno per lanciarlo sull’Umanità è una pura utopia; così come raggiungere le due sponde di un ponte per lanciare un messaggio di ricongiunzione e riconciliazione dei popoli della globalità. Ma unire le due rive in uno spazio mentale è la funzione della Poesia e dell’Arte. Gli Etruschi si spinsero fin dentro la romanità plasmandone l’iniziale cultura fino al soccombere sotto il sole nascente di Roma. E’ da questo presupposto che inizierò a costruire il mio lavoro (prima sponda) per arrivare alla seconda riva della contemporaneità. Duemila anni di storia che si chiudono in un percorso circolare nel quale si ritorna all’origine in modo inverso a come si è iniziato. Il cerchio bianco, è sinonimo della sponda occidentale del mondo nel quale il cristianesimo bene o male ha tinto di umanesimo la storia che a mio avviso si sta concludendo.La difficoltà del mondo antico nel trapasso al cristianesimo, è la stessa sofferenza che il cristianesimo conosce ai nostri giorni per l’ineluttabile avanzata di un’ombra incognita che la materiale divinazione della tecnologia porta con se.  Quindi il cerchio bianco racchiude il percorso storico-filosofico-religioso-tecnologico che si rincorre senza un’uscita dal binario segnato.Poi c’è la Roma antica che da una sponda del ponte si dirama per il mondo. (pianta di Roma antica) Dal Ponte Milvio, il Potere si espande verso occidente lambendo anche l’oriente per cui il terzo elemento è rappresentato da una struttura sospesa con disegnate al suo interno orme bianche del passaggio degli eserciti.
Sotto il ponte naturalmente, vi passa l’acqua ignara. E’ un flusso pittorico musicale che lascia tracce astratte del divenire.
Le orme bianche sul ponte si fermano dove un dipinto rappresentante una crocifissione contemporanea issato in alto, attende che si delinei il nuovo.
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Gigliola Rosciani

Variazioni sul tempo : legno, argilla ed elementi vegetali, installazione 2008.Presente:  tavolino 47x76x79cm, legno di abete; riproduzione contemporanea  di artigiani locali di un tavolino multifunzionale di inizio novecento di provenienza  marchigiana;Futuro:  polline e sporofili di Abete ( Abies alba) di 30 anni, naturalizzato a 200 m s.l.m. ambiente collinare maceratese.Passato:  lastre di argilla con tracce di elementi  vegetali.

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Alessandra Buschi

"Altro" vedere il
riuso come un aumento di forza ed energia, un aggiungere, un passare, un trasmettere,
una circolazione. Qualcosa che si rinnova, che cresce, che va ad addizionarsi, a
differenza del restauro che non crea altro ma riorganizza qualcosa che già è.
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"Ob iacere" invece l'idea è partita
dall'etimologia della parola "oggetto": oggetto come ciò che si trova
davanti alla vista o al pensiero. Ad altezza d'occhio, di fronte allo sguardo, ma
anche a quello "interno", del pensiero, quindi della memoria. Oggetto anche
come ricordo, anche come impressione nell'organo interno della vista, uno sguardo che
dall'esterno viene proiettato all'interno e diventa oggetto per la mente.
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Cristina Messora

"Parlami di lei" Dimensioni: 30-90 - tecnica: tecnica mista su carta
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Tiziana Torcolett
"Linea d'ombra"
 
Oggi l'uomo  porta nel suo presente con sé il suo passato e il suo futuro, ne è consapevole, ne fa manutenzione e può farne oblio, può navigare liberamente tra gli eventi della sua storia, ricostruirla, rifondarla, ritrovarne il senso e lasciarne traccia.
Gli oggetti del passato che pervengono al presente si manifestano sotto una molteplicità di vesti e raramente  mantengono le loro caratteristiche originarie: più spesso sono già il risultato di precedenti trasformazioni, mutazioni derivanti da interventi deliberati o dalla sola azione del tempo. Possiamo raccontare di ogni oggetto il prima e il dopo, ma non l'inquietudine che lo permea e lo iscrive nella memoria, semplicemente, come una linea d'ombra.i

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Annalisa Piergallini  

Vincenzo Lopardo  

Walter Paoletti


"SUPPORTS"

Attraverso un gioco di travestimenti Paoletti camuffa le sue sculture vestendole di materiali che ingannano l'occhio dell'osservatore:...
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"MA DAME"

....ciò che sembra ferro corroso dal tempo sono in realtà rimasugli di cartone, scarti di vecchi lavori mascherati da metallo grazie ad una raffinata elaborazione tecnica, e  anche davanti alla pesantezza scultorea della fusione in bronzo si nasconde in realtà un'anima fragile,una matrice di polistirolo, un mballaggio solo in parte rielaborato dalla mano dell'artista...
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"SUPPORTS"

...E' un grande ballo in maschera, un gioco di finzione e dissimulazione in cui Paoletti si diverte non solo a combinare materiali diversi ma a sovvertire la
tradizionale gerarchia tra materiali poveri e nobili.

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Giuseppe Brunetti e Walter Paoletti

ASSEMBLAGE
Originale compendio tra antichità e modernità, la collaborazione tra Giuseppe Brunetti, maestro decoratore e Walter Paoletti dà vita a due lavori congiunti, uno pittorico e l'altro scultoreo in cui s'intrecciano echi di antichi e preziosi oggetti recuperati, accordati con materiali e concetti pittorici di dichiarata modernità.
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Il recupero di porzioni di oggetti antichi, una cornice del Seicento e il basamento di una colonnina di una vecchia  balaustra, sono privi di malinconia per il passato e valgono come puri concetti estetici nello stridente ed armonico intreccio con materiali e tecniche pittoriche contemporanee. paolet.jpg

Mauro Graziani

E´ solo curiosando nell´opera che è possibile scrutare unanonnina, figura d´altri tempi, che sbuca  tra particolari di campiture cromatiche vivaci oppure, con un po´ d´attenzione, ecco che nel frastuono del paesaggio urbano rinveniamo un piccolo lampione che da luce ad una viuzza che conduce chissà dove.
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Roberto Papini

"COMPOSIZIONE I"

Scarti di oggetti che nessuno vuole più, imballaggi relegati a rifiuti e vecchie matrici tipografiche sono i protagonisti delle opere di Roberto Papini

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"COMPOSIZIONE II"

che l'artista sapientemente trasforma attraverso il suo inconfondibile tocco magico in puri oggetti d'arte, talvolta presentandoli nelle loro essenzialità,
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"COMPOSIZIONE III"

come nel caso delle matrici, talaltra mediante una meticolosa elaborazione di essi che apre la possibilità ad infinite letture e possibili interpretazioni, in un dinamismo fatto di arte, di tecnica, di scienza e di magia.
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Massimo Volponi

"Della stessa materia dei sogni" -  Cartone, cassetto, toulle, souvenire

La simultà della materia che cambia, si trasforma in proiezione di ricordi del passato, la consapevolezza la rende soave e leggiadra come una ballerina di danza classica....
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Alessandro Catena  

Francesca Mazzone  - RECIPIENTE DORMIENTE - (installazione, foto, cartone, radio) 
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Fabiola Sperandio

"purezza, passione, elevazione, forza, pioggia autunnale.
Vento leggero. Oltre l'arcobaleno ci sei tu". olio, sabbia rossa del deserto libico, "inserti" dorati ottenuti con  carta riciclata
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Leonardo Terenzi  

Marco Manzoni   

Giacomo Daverio 

“(…)Tutti gli elementi, ovunque essi siano presi, possono divenire oggetto ddi nuovi accostamenti. L’interferenza di due mondi sentimentali, la messa in presenza di due espressioni indipendenti superano i loro elementi primi, ottenendo un’organizzazione sintetica di efficacia superiore. Tutto può servire.”

Guy-Ernest Debord, da “Istruzioni per l’uso del détournement”

“DIODO IDEALE”

CATODICESIMO CASUALE e RIVISITAZIONI DI SIGNIFICATO
  (…) impreviste  assuefazioni interpretative ;  inutilità apparenti e oggetti detournabili in concetti (quasi) aperti.
Oggetti (…) de-composti in nuove forme e significati (aperti).
Spazi oggettuali che ri-sorgono da de-frammentazioni di utilità e inutilità ordinarie, giornaliere; materiali e cerebrali; astratte e concrete; reali e irreali.
(…) collanti chimici innaturali (…)
Una specie di recupero digitalizzato (…) origina (…) multipli spazi interpretativi (…).
..la matrice utilitaria di queste scelte non è più la stessa, perde il suo normale significato e si de-concretizza in oggetti concettuali.


Augusto Agostini

La "LA COSA: cartone, legno, stoffa, vetro, come un paesaggio urbano..."  dimensioni  1,5 m x 0,50.
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Francesca Astuti - "NEVROSI DELLA RAPPRESENTAZIONE" - particolare dell'istallazione - (fotografia in bianco e  nero) "PAPALLA I" img_2874.jpg
Francesca Astuti "NEVROSI DELLA RAPPRESENTAZIONE"- particolare dell'istallazione - (fotografia) "PAPALLA II" img_2884.jpg
Francesca Astuti "NEVROSI DELLA RAPPRESENTAZIONE"- particolare dell'istallazione - (fotografia) "PAPALLA III" img_2884.jpg
 
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Libri

La Promessa
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Una storia di fede e d’amore di fine ’700
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