mercoledý 18 settembre 2019
 
 
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Pia Jelinek

Pia Jelinek - Silenzi di Praga, pia jelinek scopre angoli segreti della vecchia città con scorci, angolazioni sghembe e una luce pesante che trasformano il realismo del quotidiano in immagini cupe, a volte tombali, vicino a modi che si definiscono espressionisti, ma basta qualche dettaglio per fermare una nostalgia acuta e cambiare - PALAZZO MARULLI - OSTRA VETERE (ANCONA) - dal 5 al 19 luglio 2008

Nelle immagini di Silenzi di Praga Pia Jelinek scopre angoli segreti della vecchia città con scorci, angolazioni sghembe e una luce pesante che trasformano il realismo del quotidiano in immagini cupe, a volte tombali, vicino a modi che si definiscono espressionisti, ma basta qualche dettaglio (la ruota dell’antico mulino ad acqua) per fermare una nostalgia acuta e cambiare il presente in memoria. L’arditezza del taglio sembra cancellare le cose, ma si tratta di un’astrazione apparente che non sopprime il contatto con il reale.

Una densità corposa, tattile della luce e una materia nello stesso tempo compatta e soffice fanno sintesi e creano unità.

Notare l’indugio su vecchie tubature e tombini vagamente antropomorfi, prova di un occhio già esperto nel gioco dell’analogia.

Sandro Genovali


Pia Jelinek arriva giovanissima a Praga con una borsa di studio del Ministero degli Esteri italiano e si iscrive all’Università Carlo. Approfondisce lo studio del barocco letterario ceco traducendo l’opera del suo massimo rappresentante Bedřich Bridel Co Bůh? Člověk? (Che cosa è Dio? Uomo?) – Orbis Praha 1979.

Entra a Radio Praga come redattrice e successivamente nell’Ordine dei giornalisti italiani.

Si dedica alla fotografia e al cortometraggio da qualche anno.

Ha prodotto le immagini inserite nel libro di Sandro Genovali Ahi troppo presto! (2005) e il cortometraggio Le insegne delle case di Praga ( 2006)

 
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