mercoledì 26 giugno 2019
 
 
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DALLA MANIERA GRANDE ALL’ASTRAZIONE

“ DALLA MANIERA GRANDE ALL’ASTRAZIONE Anni  ’70 – ’80 – ‘90 “ , è  il titolo della personale di  pittura di Augusto Salati, che sarà inaugurata all’Auditorium San Francesco di Castelfidardo, invito_mostra.jpgsabato 12 luglio, alle ore 18:30. Una  cinquantina  di opere  appartenenti ai cicli  pittorici  “Angeli e Cavalli”,  “Anamorfosi”  e  “Musicali”,  sono  in mostra fino al 3 agosto, per raccontare
un trentennio del lungo percorso artistico di Augusto Salati, che vive ed opera
a Falconara Marittima.
La mostra, patrocinata dal Comune di Castelfidardo, Assessorato alla Cultura, è corredata da  un  catalogo, con testo dello storico e critico dell’arte, Professor Armando Ginesi.

Orari di apertura mostra: tutti i giorni, dalle ore 17:00 alle ore 20:00.


Due parole sulla mostra di Castelfidardo

C’è un dipinto di quelli dedicati a Mozart che apre la via sonora del colore  là dove il grimaldello che ho usato per arrivarci , sigilla, ma non definitivamente, il tempo dell’infanzia con le sue “bagatelle”, direbbe  Giacomo Leopardi, ma anche con le amate vele e disperate  del  primo amore che ho avuto per l’arte. Dunque, una pausa di riflessione sul passato che depone a favore di un’altra porzione di passato, concluso, forse, con la pluralità di segni lasciati sulle tele come stelle filanti del Firmamento.
Insieme al Prof. Armando Ginesi e alla Prof.ssa Loredana Cinti, si è convenuto di tracciare una linea di continuità su questo ultimo percorso materializzatosi in tre diverse maniere di scolpire il tempo ugualmente finalizzate al raggiungimento di quella unità di ascolto del suono e di dargli visivamente quella materia che porgendo l’orecchio e lo sguardo, potesse dare quella ripercussione emotiva in chi guardasse ascoltando. 
A guardar bene, all’apparenza, sembrerebbe che le grandi battaglie degli Angeli e Cavalli, non abbiano niente in comune con la teatralità sonora, poniamo del “Lacrimosa” di Mozart. Non è così perché il tragico conflitto tra due Beltà come io configuro l’Angelo e il Cavallo, non sono altro che la conflittualità bellissima di una sinfonia come quella ottava di Schubert. Così come quegli stessi Angeli e Cavalli che si immolano in uno spazio siderale del suono e dell’armonia di un’oscura Creazione, è l’ascesa subliminare della materia ancora palpabile che si immerge nel respiro del solo suono. Ed ecco i grandi cicli dedicati al  Requiem di Mozart, a Leopardi, a Rossini a Schubert, D’Annunzio, Luzi, Pagnanelli e di quei Poeti che per ora non posso svelare.     
La mostra è tutto questo: un pezzo della mia vita che se ne è andata lasciando insoluto il mistero dell’Arte. Solo i vanagloriosi credono di aver raggiunto con la loro “celebrità” o i loro mercati,  
il sofà aleatorio della “grandezza” e della comicità.                          Augusto Salati
                                                                             

“Il fiore della vita sarebbe sbocciato d’ogni lato / se un vento crudele non avesse appassito i miei petali / dal lato che vedevate voi del villaggio. / Dalla polvere levo la mia protesta: / il mio lato in fiore, voi non lo vedeste! / Voi, i vivi, siete davvero degli sciocchi/ e non sapete le vie del vento/ e le forze invisibili/ che governano i processi della vita.
                                                                                               

 Edgar Lee Masters

 
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