venerdý 14 dicembre 2018
 
 
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Le Marche disperse

Il patrimonio culturale di un territorio non è solo quello che a tutt’oggi vi viene conservato, ma va reintegrato, almeno idealmente, di quanto nei secoli è stato disperso.

E’ questo il tema del volume  “Le Marche disperse. Repertorio di opere d’arte dalle Marche al mondo”, risultato di un lavoro di ricerca svolto sulle opere d’arte  di provenienza marchigiana: opere che una serie di spoliazioni, donazioni, furti, alienazioni a vario titolo ha sottratto ai luoghi ed ai contesti d’origine.
Nel volume, edito dalla Silvana Editoriale, arricchito da saggi tematici sul tema delle dispersioni e corredato da un ricco apparato fotografico a colori, sono circa 500 le opere schedate: opere che ornavano le chiese, i conventi, i palazzi pubblici e privati delle Marche. Molte,‘firmate’ dai grandi della storia dell’arte: da Piero della Francesca, a Tiziano, a Lorenzo Lotto, a Carlo Crivelli, a Guercino, a Guido Reni, a Gentile da Fabriano.
Una sorta di itinerario virtuale, quello proposto dal volume, in cui si scopre, ad esempio, che ad Honululu, un nome che evoca suggestioni esotiche, lontanissime dalle Marche, 2 tavole (S.Andrea; Un Apostolo) della predella del polittico di Montefiore dell’Aso di Carlo Crivelli, ancora parzialmente in situ, smembrato e venduto a metà circa dell’800.
Stupisce poi che sia finita a San Paolo del Brasile un’opera di Palma il Giovane (allievo e collaboratore del grande Tiziano) proveniente da Pesaro, il Sant’Ubaldo Vescovo, dipinta per celebrare la nascita dell'ultimo duca della Rovere, Federico Ubaldo, avvenuta nel 1605; oppure ritrovare una scultura lignea di inizi ‘500, proveniente da Camerino, esposta al Vittoriale degli Italiani, a Gardone Riviera, acquistata da Gabriele D’Annunzio nel 1934, dopo una lunga serie di peregrinazioni, tra Perugia, Firenze e New York.Tra le pagine del volume, inoltre si percorrono le vicende di grandi collezionisti e “accumulatori” dell’800, o si incontrano personaggi mitici,  come l’inglese Sir Charles Eastlake, ricercatore di prede artistiche marchigiane, che oggi fanno bella mostra di sé alla National Gallery di Londra; o infine si conoscono i grandi collezionisti americani, detentori  di imponenti collezioni d’arte –tra cui molti capolavori dalle Marche -  oggi confluite, dopo varie vicissitudini, nei musei statunitensi. La pubblicazione delinea le dinamiche di questa dispersione e ne approfondisce le modalità, dando luogo ad un’indagine affascinante, che investe un ambito culturale più ampio, volto al recupero e alla riscoperta delle radici della nostra comunità, attraverso la conoscenza dei processi storici che  nel corso dei secoli hanno inciso in modo rilevante sul panorama artistico della nostra regione, modificandolo  e talvolta mutandolo radicalmente
 
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Libri

Qualcosa di buono

Giorgia Coppari
Casa Editrice Itaca

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