martedý 17 settembre 2019
 
 
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CROMATISMI E SENSIBILI FORME

CROMATISMI E SENSIBILI FORME
NELLA COMUNICAZIONE ARTISTICA

Dal 20 settembre al 5 ottobre ‘08
Villa Serra, Museo Flavio Roma
Genova - Sant'Olcese

Espongono gli artisti:

Maria Letizia Arrighi, Raffaella Bellani, Giancarlo Bucci, Symona Colina, Irene
D’Antò, Albina Dealessi, Ester Dedé, Francesca Donadio, Gabriela Eufrasio, Paolo
Ghersi, Donato Lotito, Fabio Mauri, Andrea Minoia, Roberta Moresco, Nemo, Nadia
Presotto, Matteo Procaccioli, Michael Repetto, Marialuisa Sabato, Eugenio Vignali

Presentazione critica a cura di Sabrina Falzone

La Mostra Internazionale d'Arte Contemporanea "CROMATISMI E SENSIBILI FORME
NELLA COMUNICAZIONE ARTISTICA" nasce con lo scopo di valorizzare le espressioni
artistiche, delineando un suggestivo percorso di ricognizione nel labirinto
immaginario dell'intelletto, in simbiosi con il cromatismo del colore e della forma.

Venti artisti si cimentano nell’indagine cromatica aprendo la propria riflessione
interiore al pubblico, mediante un linguaggio artistico variamente sfaccettato.
Nell’arte degli autori selezionati, la comunicazione tra il mondo privato e
l’esterno, tra soggettivo e oggettivo, trova nelle tonalità blu e celesti la punta
massima d’espressione visiva.
Si presenta come un vortice evolutivo l’ingorgo decorativo “At three” dipinto
dall’olandese Symona Colina, dalla resa tersa e intellettuale che si riflette nei
petali danzanti nella notte delle fotografie chiaroscurali di Maria Letizia Arrighi.
Un blu notturno circonda di misteriose presenze le immagini di Michael Repetto,
rivelando inquietudini e speranze nelle splendide tele di Marialuisa Sabato, dove la
pennellata vibra intensamente sotto il cielo di una natura protettiva e al tempo
stesso vulnerabile.
I contrasti cromatici raggiungono l’apice comunicativo nel dipinto di Giancarlo
Bucci, intitolato “Petali al vento” e connotato da macchie di colore acceso di
pregustazione asiatica, ma il confronto tra tinte calde e fredde è anche oggetto
della ricerca artistica di Paolo Ghersi, Francesca Donadio e Irene D’Antò: essi
recuperano la magia dell’ambiente che li circonda, elaborando i dati con particolare
finezza esecutiva.
Architetture rassicuranti si innalzano nelle marine di Raffaella Bellani, delicate
nella pacatezza del segno che diviene improvvisamente astratto nelle innovative
griglie pittoriche di Albina Dealessi, quasi arcane.
Saltano agli occhi i lavori di Nadia Presotto che rendono omaggio al grande Andy
Warhol e quelli di Eugenio Vignali, rivoluzionari dal punto di vista iconografico.
Affascinante è l’opera di Matteo Procaccioli, recante il titolo “Papiro con rami”, il
quale nello sfumato ottico cattura l’attenzione emotiva dell’osservatore, così come
avviene con le opere di Ester Dedé, da cui emerge un universo digitale percettivo
senza pari.
Dalla particolarissima sensibilità artistica di Donato Lotito si passa alla libera
rappresentazione dell’effetto serra in Fabio Mauri, sul cui orizzonte visivo trionfa
la gamma dei verdi.
Forme mute nel silenzio della ricerca contemporanea si annunciano nell’opera “Non mi
spiace che piova”, eseguita con tecnica mista da Andrea Zaccaria, in arte Nemo.
La ricerca antropica si coagula, invece, attorno alle personalità del fotografo
Andrea Minoia, della pittrice portoghese Gabriela Eufrasio e della scultrice Roberta
Moresco, ove rispettivamente l’essenza virile, senile o femminile viene messa in
evidenza ora attraverso una strutturazione seriale, ora con un linguaggio grottesco e
ironico.

 
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Libri

"Ritorni e partenze"

"Ritorni e partenze"
di Bruno Cantarini
edizioni Itaca di Castel Bolognese (Ra)

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