martedì 17 settembre 2019
 
 
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CITTA’ D’ITALIA TRA ARTE E SIMBOLI

CITTA’ D’ITALIA TRA ARTE E SIMBOLI
Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea

11-24 ottobre ‘08

Espongono:
Beatrice Carbonari, Giuseppe Cascella, Antonio Crestanello, Victor Deleo, Fausto De
Marinis, Giuseppe Gambino, Maria Gerardi, Marzia Giacobbe, Claudio Giulianelli,
Dolores Lazzari, Donato Lotito, Livio Lovisone, Hedy Maimann, Emanuela Messena,
Giovanni Murganti, Berta Otero Alcubilla, Luana Tallarita, Gianni Zaccone, Daniela
Zocca


Taormina Gallery è lieta di presentare la Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea
CITTA’ D’ITALIA TRA ARTE E SIMBOLI, curata dal critico e storico dell’arte Sabrina
Falzone e coordinata dalla direttrice Rosi Raneri, che insieme hanno dato vita al
nuovo progetto espositivo.
La mostra sarà allestita dall’11 al 24 ottobre ’08 presso la storica Galleria d’Arte
Taormina Gallery, ubicata nel centro storico di Taormina, crocevia da sempre amato
dal turismo internazionale.
L'esposizione vuole rendere omaggio alle splendide città italiane che con la loro
cultura, storia e arte arricchiscono il patrimonio nazionale dei beni culturali, da
sempre ammirato dai viaggiatori stranieri, primo fra tutti Goethe.
L’eterogeneità stilistica rappresenta il tratto distintivo della mostra che pone a
confronto artisti di diverse provenienze regionali e internazionali che si sono
cimentati sul tema delle città italiane con i loro simboli.
Osservare in silenzio l’ambiente, tra architettura e storia, tra arte e natura,
elaborare nella propria interiorità l’immagine visiva che si è indelebilmente
impressa nella memoria, custodirne il tesoro dell’emozione che scaturisce, è questo
il modus operandi adottato dal fotografo Donato Lotito, che si esprime in tutto il
suo nitore in Navigazione sul Po’. C’è del surrealismo naturalistico nel cromatismo
azzurro delle acque fluviali, c’è dietro l’icona italiana un’archeologia intrisa di
storia e civiltà.
Antonio Crestanello ha voluto rendere omaggio a Burri, nella nitida rappresentazione
fotografica del Grande Cretto di Gibellina, un monumento carico di storia, costruito
in memoria dei 1150 caduti durante il terremoto del 15 gennaio 1968. Dal teatro
tragico della vicenda umana, egli riesce a trarne una valenza estetico-formale
mediante l’attuazione di una macrogeografia astratta, dai risvolti emozionali.
Nell’opera digitale “Ponte Vecchio” di Marzia Giacobbe, le luci fredde dell’urbe
fiorentina suggeriscono uno sguardo elegiaco nei confronti della realtà storica
italiana. Il Lungotevere romano diviene, invece, soggetto predominante di Maria
Gerardi, che ne coglie specialmente l’atmosfera sentimentale.
I simboli di Genova vengono messi in risalto dalla ricerca fotografica di Victor
Deleo, che privilegia un’esaltazione monumentale dal carattere luministico.
L’opera “Reti” del poliedrico giornalista Gianni Zaccone mostra un inedito volto
urbano, tendente all’organizzazione rigorosa degli elementi compositivi, creato con
tecnica ad acrilico unito all’elaborazione grafica su malta di calce, cemento e rete
metallica.
La sezione scultorea dell’esposizione è composta dalle sculture di Giovanni Murganti
e di Giuseppe Gambino. Le sculture di Murganti ci addentrano in un dialogo materico
tra la fede, la caducità della vita, la natura e l’universo.  Il “Duomo” diventa così
un ponte tra il cielo e la terra in continua rigenerazione, che ci trasporta, in
pieno stile gotico, dal particolare all’universale. Ritroviamo una produzione
altamente simbolica anche in Pippo Gambino. Le sue sculture si distinguono per
verticalità e purezza. Anch’esso, lavorando su antichi simboli, quali il cerchio,
approda alla modernità del terzo millennio. Tali sue caratteristiche si traducono
nell’opera pittorica presente alla rassegna,  la  “Chiesa degli Eremitani”.
In mostra è possibile visionare anche “Il sorriso di Santa Barbara” di Claudio
Giulianelli, un dipinto che si proietta nel passato storico-artistico, non senza
influenze fiamminghe.

Fausto de Marinis, di origini etiopi, ci inoltra in un panorama geometrico-simbolico.
Il suo percorso storico artistico è segnato da questo persistente confronto tra
rigore e sogno, come possiamo notare in “Euritmia”. Anche lo stile pittorico
dell’artista austriaca Hedy Maimann, parte dal reale proiettandosi all’astrazione. I
suoi colori vibrano come note musicali rimaste nell’aria dell’antica Vienna, emanando
l’essenza della vita, la luce.
Sempre la luminosità è l’elemento che caratterizza i  particolari paesaggi
”trasfigurati” di
Dolores Lazzari All’interno delle sue vedute si sintetizzano luce e ambiente, creando
un crescendo di sensazioni e silenzi.
Daniela Zocca con i suoi simboli ancestrali che dominano all’interno dei suoi
dipinti, ci permette di inoltrarci in visioni allegoriche, alla ricerca di “una
città”, della quale possiamo coglierne, ogni tanto un frammento. Anche l’opera
“Trinacria” di Luana Tallarita raffigura un simbolo proveniente dal passato e
ripetutamente interpretato. Tra mito e credenze, è il simbolo per eccellenza del
calore della Sicilia.


Lo scorcio di “Venezia” dell’artista spagnola Berta Otero Alcubilla si sofferma
sull’antico simbolo della gondola sul mare, analizzandolo in chiave informale.
Nell’opera  pittorica di Emanuela Messena, “il Pò freidano” diventa anch’esso
altamente simbolico, in quanto in tempi antichi questo tratto di fiume era utilizzato
dalle lavandaie. La Torre è invece ciò che rimane di un antico castello signorile.
Rimando sempre in un clima paesaggistico-descrittivo, possiamo ammirare l’opera di
Beatrice Carbonari, il Castello di Trento, laddove l’analisi del paesaggio emana una
certo vigore comunicativo. Le sue forme architettoniche diventano poliedriche e
allegoriche.
Il paesaggio marino della costiera amalfitana, ritratto da Giuseppe Cascella, è
carico di un’osservazione poetica singolare. L’analisi fedele della realtà è resa
soprattutto  dalle note cromatiche luminose e vitali.
Allusione alla sua città natale è l’opera realizzata da Livio Lovisone, infatti
l’esposizione, che verrà inaugurata sabato 11 ottobre alle ore 19, è dedicata non
soltanto a grandi metropoli d’Italia ma anche a località minori, cariche di storia,
arte e cultura.

"Vivo qui in uno stato di chiarità e di pace di cui da tempo non avevo neppur
l'idea. Ogni giorno un nuovo oggetto degno di nota, ogni giorno immagini vive,
grandi, peregrine, e un tutto ch'è vissuto a lungo nel pensiero e nel sogno, ma che
l'immaginazione non bastava mai                   ad afferrare."
 ("Viaggio in Italia"Johann Wolfgang v. Goethe a Roma)

 
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il Sacro Bosco /ANNO / 2009
AUTORE / AA.VV. Electa
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