venerdý 14 dicembre 2018
 
 
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Pietro Zampetti

Gli anni i giorni le ore. Ricordi e testimonianze di uno storico dell'arte

zampett.jpgHa rappresentato per oltre quarant'anni e tuttora costituisce una delle più vivaci ed appassionate nonchè feconde figure della storia dell'arte italiana, capace sempre di coniugare nella sua lunga vicenda umana e professionale (divisa per lo più tra Venezia, ove è stato per due decenni direttore dei Civici Musei, e le Marche ed Ancona sue regione e città natali - qui sia in veste di docente all'università di Urbino che di sovrintendente alle Belle Arti che anche di lucido animatore dell'amministrazione pubblica e della politica culturale locale), al contempo, una grande profondità di studi e di ricerche ed un fervore operativo e critico di raro spessore.
All'ottuagenario storico marchigiano si devono infatti, tra le davvero tantissime iniziative personalmente create e prodotte, sul fronte della ricostruzione artistica e biografica, per esempio, la rivalutazione definitiva di Lorenzo Lotto, l'essenziale scoperta di Carlo Crivelli, le fondamentali acquisizioni sulla pittura marchigiana ed adriatica del Tre e del Quattrocento; ed ancora, sul versante della proposta espositiva, l'organizzazione e l'allestimento di mostre celebri quali quelle veneziane, degli anni Cinquanta e Sessanta, dedicate al Lotto stesso, ai Guardi, al Tiepolo, al Carpaccio; e pure ed infine, sul piano squisitamente editoriale, accanto alla produzione pressochè quotidiana ed ininterrotta di articoli, saggi brevi e cataloghi del genere più vario, imprese ormai irripetibili e peraltro assolutamente imprescindibili quali le collane pluriennali intitolate ai Pittori Bergamaschi e alla Pittura Marchigiana.

Autore dotato di indubbio acume interpretativo, ha avuto frequentazioni e rapporti di stretta amicizia con i più significativi protagonisti del dibattito storico artistico novecentesco, potendo infatti vantare una schietta confidenza con personalità quali Roberto Longhi, Bernard Berenson, Denis Mahon, Rodolfo Pallucchini, Terisio Pignatti, Mina Gregori, Federico Zeri; ed è stato inoltre intelligente ispiratore dell'attività e dei programmi di istituzioni e di realtà come l'Università di Urbino, le Sovrintendenze alle Belle Arti di Genova e Modena, la Fondazione ed il Premio Salimbeni di San Severino Marche. 

 
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