lunedý 24 giugno 2019
 
 
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Rachele Bianchi
Loreto (AN) - dal 28 marzo 2009 al 31 marzo 2010
Rachele Bianchi - L'abbraccio del mondo. Scultura monumentale
L'abbraccio del mondo, bronzo,altezza metri 4.00, 2008
   
BASTIONE SANGALLO

L’Amministrazione di Loreto dà avvio a un prestigiosissimo e vitale progetto dal titolo “Il Percorso della Scultura” ideato e diretto dall’illustre Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza, intellettuale di fama internazionale, consistente nella dislocazione sul territorio lauretano di opere scultoree monumentali capaci di traghettare il visitatore in una sorta di Paradiso terrestre della Bellezza proprio laddove vive ancor oggi la Casa di Nazareth. Ciò è non solo una riflessione su un Museo all’Aperto della Scultura Contemporanea che si registra nei nomi più vitali della plastica internazionale, quanto la presa diretta di vivere il legame tra il Rinascimento italiano che alberga in questo nobile e spirituale Santuario lauretano e la Bellezza e la simbologia del nostro tempo. La prima scultura monumentale collocata proprio in una rotonda all’entrata della città di Loreto è il dono di Rachele Bianchi alla Vergine lauretana e l’augurio al mondo stretto in un abbraccio.

All’inagurazione ci sarà una prolusione dell’Illustre Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza, curatore dell’evento, del Sindaco di Loreto Moreno Pieroni, dell’Arcivescovo di Loreto Mons. Giovanni Tonucci, dell’Assessore alla Cultura di Loreto Maria Teresa Schiavone, la presenza dell’Artista Rachele Bianchi, della gallerista milanese Ada Zunino, e la partecipazione di intellettuali italiani e stranieri.

Scrive Carlo Franza nel testo : “La scultura figurale vive ancor oggi momenti di grande dialogo e leggibilità, sulla scia dei grandi nomi delle passato, non solo quelli che hanno operato anche qui a Loreto nella Basilica lauretana, ma nel Novecento con le eccellenze di Wildt, Arturo Martini, Marino Marini, Manzù, Minguzzi e Messina. Ebbene oggi in questo percorso dell’arte scultorea italiana si inserisce in modo prestigiosissimo anche la milanese Rachele Bianchi. E questa tappa lauretana della scultrice italiana che ha già seminato in Italia collocazioni di opere monumentali, non ultime i Portali della Chiesa dei Santi Donato e Carpoforo nella cittadina di Renate che ha dato i natali all’Arcivescovo di Milano Cardinale Dionigi Tettamanzi, e la Grande Scultura alla Columbus di Milano, fino alla prossima collocazione nella nuova Fiera di Milano-Rho, ci trova oggi coinvolti in questo capitolo qui nella città di Loreto. E’ da qualche tempo che Rachele Bianchi grazie al nobile supporto pluridecennale della gallerista milanese Ada Zunino, nume tutelare della scultura italiana, va innestando gemme di spiccata bellezza. E noi stessi con il nostro lavoro di storicità e critica non solo ne abbiamo percepito i valori estetici ma anche il filtro religioso, lo scavo immenso che si certifica di giorno in giorno nella sua filologia spaziale, per cui ne abbiamo sostenuto e voluto che qui a Loreto Rachele Bianchi donasse - sì proprio una donazione - un bronzo monumentale dall’emblematico titolo “L’Abbraccio del mondo”; anche grazie all’illuminato

governo del Sindaco di Loreto Moreno Pieroni che ne ha colto il profondo gesto, innestando nella sua cittadina – e forsanche mia perché vi ho trascorso la fanciullezza - il volto nuovo della cultura e dell’arte del nostro tempo.
L’opera si legge come un grande palmizio, lo stesso che la Vergine di Nazareth nella sua terra di Palestina osservò più volte all’ombra della sua Santa Casa, poi il nobile incontro-confronto di figure che attorno vi ruotano in un abbraccio solidale, lo stesso che la Vergine manifestò a sua cugina Elisabetta. Non fosse che per il coraggiosissimo messaggio che va inteso nella lettura della scultura monumentale, perchè travalica frontiere e continenti innestando il rinnovamento del cuore, resta che la calibrata figuralità spaziale trova oggi con questa opera, una scultrice così matura nella gestione della materia bronzea e così certificata dall’intero gotha della critica europea, da significare una svolta nel porgere l’arte contemporanea alle vicende della storia del nostro tempo, ai temi forti della fratellanza e della tolleranza, alla presa di coscienza di questa umanità lacerata in cerca delle mani di Dio.
Non c’è solo la metafora, la memoria del vissuto, la tensione verticale di questo capolavoro di Rachele Bianchi; la stessa donazione è il risultato di una gemma portata a Loreto dalla scultrice milanese per dare sollecitazione a un luogo che sa di Paradiso e si fa eterno fondamento del credere nella storia, nella vita e nell’amore di Dio e del prossimo. E con questa scultura da Loreto parte la sfida per il futuro dell’Italia e del mondo, nello stesso modo in cui Papa Giovanni XXIII qui venne pellegrino prima dell’apertura del Concilio Vaticano II”.

Biografia dell’artista
Rachele Bianchi è nata a Milano nel 1925, dove oggi vive e lavora. Terminati gli studi classici inizia a occuparsi di scultura. Figura di spessore della nuova scultura italiana contemporanea. Ha tenuto mostre personali in più città italiane (Milano,Brescia,Roma, Como,Pavia,Cortina d’Ampezzo, Tigliole d’Asti, Sondrio,Volterra,Teglio,Pavullo, ecc.) e ha partecipato a Rassegne prestigiosissime che l’hanno imposta al gotha della critica internazionale. Fa parte degli scultori della Galleria Ada Zunino. Sue opere si trovano in importanti Musei del Mondo, ad iniziare dalla Fondazione Mons. Tonino Bello. Insignita di prestigiosi premi alla Scultura e alla Carriera,tra cui il “Premio delle Arti- Premio della Cultura”. Sue sculture monumentali si trovano nel Parco di Marnate,nel Museo di Portofino, a Teglio, a Sondrio, nella Cinica Columbus di Milano e a Renate con i famosi Portali della Collegiata inaugurati dal Cardinale di Milano Sua Eminenza Dionigi Tettamanzi. Servizi sulla sua arte sono apparsi sui maggiori quotidiani italiani e in reti televisive. Hanno scritto di lei illustri critici , da Caramel a Carlo Franza, da Patani a De Micheli, da Daniela Palazzoli a De Grada,ecc.

Biografia del curatore
Carlo Franza, nato nel 1949, è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Critico d’Arte. E’ vissuto a Roma dal 1959 al 1980 dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Filosofia e Sociologia). Si è laureato con Giulio Carlo Argan di cui è stato allievo e Assistente. Dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e in altre numerose Università estere. Docente nel Master Universitario “Management e Valorizzazione dei Beni Culturali” allo IED di Milano. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci critici d’arte più importanti d’Europa. Giornalista, critico d’arte dal 1974 a Il Giornale di Indro Montanelli, oggi a Libero fondato e diretto da Vittorio Feltri. E’ fondatore e direttore del MIMAC della Fondazione Don Tonino Bello. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001al 2008 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d’Arte il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, e il Premio delle Arti Premio della Cultura nel 2000, di cui è presidente di giuria dal 2001.
 
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