giovedý 20 giugno 2019
 
 
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GIANLUCA MAINIERO
Sabato 16 maggio alle 18.30 Gianluca Mainiero usa lo spazio della
Chiesa di San Bernardo come insolito teatro in cui viaggiare tra le
immagini, per l'iniziativa /Nuove Sviste: Nove percorsi d'arte
contemporanea./

Con margini sdruciti e coordinate di azione ed espressione ancora
flessibili, entra nella scena dell'arte contemporanea, la Net.Art.
Coloro che dotano il mondo di internet di aurea artistica, condividono
il manipolare a diversi livelli semantici l'informazione digitalizzata,
fatta di parole e immagini, che determina l'ambiente della rete.
Mettendo al bando il classico concetto di unicità dell'opera d'arte,
conservata nell'istituzionale ambiente museale, i "net.artisti"
proclamano, di converso, la riproducibilità istantanea ed infinita
dell'opera aperta ad una indispensabile partecipazione degli utenti,
detentori dell'attivazione dei processi creativi. Gli artisti in rete si
coalizzano per non permettere la dispersione delle loro opere nel magma
delle informazioni, dando vita a spazi espositivi virtuali come Adaweb,
Ljudmila.org, Rhizome, Irational.org Turbolence, D-i-n-a.net, Ars
Electronica attivandosi nello stringere collaborazioni,
nell'organizzazione di mostre e concorsi. Sconvolte, sono così le
politiche museali le quali, sentendosi detronizzate dal loro ruolo di
mediatori culturali da un evolvere anarchico dell'arte che rivaluta il
rapporto intercambiale autore -- fruitore, solo in pochi casi giungono
ad adeguati e felici sodalizi con il nuovo mondo della net.art.

  Gianluca Mainiero propone a Jesi un esempio efficace ed intelligente
di installazione artistica nutrita di immagini rubate al mondo in rete.
Il protagonista del tutto è Nemo (sulla cui effettiva esistenza non ci è
permesso di indagare) che nella sua abissale solitudine, trova un
illusorio conforto navigando tra più di un centinaio di "cartelle
condivise", sbirciando tra immagini conservate in file personali, il cui
accesso è possibile per una svista o per la volontà di un qualcuno.
Un'operazione concettuale o meglio "interconcettuale", completamente
attuale nel dichiarare la crisi interpersonale di chi, incoscientemente
aggredito dai nuovi mezzi di comunicazione ed espressione, rischia di
perdere la vera essenza dei rapporti umani, accecato e rintronato dalla
possibilità offerta dal nuovo mondo del net, di appropriarsi (solo
apparentemente!) della vita altrui, costituendo flebili e fradici
contatti tramite infinite immagini e informazioni messe in rete. Nemo
trova una vecchia macchina fotografica degli anni '50 (quanto di più
anacronistico!) con dentro un rullino dal quale, sviluppandolo, esce
solo una foto fuori fuoco in cui si intravede un passeggino.

  Quest'immagine ignota dal sapore orwelliano, di un attimo passato,
suggerisce al nostro eroe una cura tutta cyber, che sembra essere più
efficace di qualsiasi medicina, per la sua cronica solitudine: catturare
e rubare attimi di vissuto umani nell'inesauribile mondo in rete senza
il timore di essere visti o meglio di dover corrispondere qualsiasi tipo
di attitudine relazionale. Alla postazione internet, cuore vitale
dell'installazione, lo spettatore si siede e grazie al capillare lavoro
di Nemo potrà iniziare a succhiare un po' di quella linfa vitale da
scatti rubati in rete dal retrogusto tutto virtuale. Con un libero gioco
di pensiero, all'istantaneità delle immagini virtuali, Gianluca Mainiero
accosta l'immediata fruibilità di una serie di Polaroid che rafforzano
il senso del naufragato viaggio di Nemo. La tangibilità del passato
affettivamente trascorso, intuibile dalle Polaroid, e le frequenze "Net
found" appositamente composte da Francesco Pirro (sound designer) danno
concrete giustificazioni alle azioni cyber-nautiche di Nemo.

  Nell'era di Facebook, Digiland, Myspace, Youtube, Nemo è un eroe epico
della nuova stirpe degli internauti, in viaggio (su traiettorie
invisibili) verso spazi condivisi da miriadi di tessere umane, tessute
insieme da relazioni sciolte ed inconsistenti.

  La mostra resterà aperta fino al 31 maggio 2009 e sarà possibile
visitarla tutti i giorni dalle 17 alle 20 (lunedì chiuso).

/  Nuove Sviste /è un progetto, elaborato da Loretta Mozzoni e Simona
Cardinali, curatrice della sez. di arte contemporanea della Pinacoteca
Civica, in collaborazione con Francesco Maria Tiberi dell'Ufficio
Cultura, che intende valorizzare e promuovere le ultime tendenze
dell'arte contemporanea ed offrire alla creatività giovanile delle
occasioni di visibilità, favorendo lo sviluppo di un circuito culturale
ed artistico in un territorio bisognoso di manifestazioni ed occasioni
di scambio indirizzate in particolare ai giovani talenti.

   La scelta degli artisti, tutti operanti nella provincia di Ancona,
così come la scelta di coprire con essi un ampio spettro di correnti,
delinea uno degli obiettivi su cui si fonda la validità del progetto,
vale a dire l'offerta, ai potenziali fruitori d'arte, di una
molteplicità dei linguaggi espressivi nei quali è facile rinvenire il
riverbero delle varie tendenze artistiche nazionali ed internazionali.

  Parte sostanziale del progetto è il legame tra i giovani artisti
scelti e la cittadinanza, prestando particolare attenzione alla
popolazione scolastica. Per ciascuna delle nove personali, che da
Settembre proseguiranno fino al mese di Giugno 2009, sono previste
infatti sia una presentazione dell'evento sotto la forma
dell'/happening, /sia un incontro con le scuole medie superiori in cui
sarà affrontata, in modo stimolante, la questione del ruolo dell'artista
nel mondo contemporaneo.
 
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Libri

Ankon Borderline

Massimo Di Matteo 

"Ankon Borderline - Miti secolari e storie di una Città difficile-"

Il lavoro editoriale 

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