mercoledý 19 dicembre 2018
 
 
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III edizione "Arte al Castello"

stabatcomun.jpg“Collettiva per i 300 ANNI DI G.B. PERGOLESI”
Arte e musica si fondono nell’evento organizzato dagli artisti del Faro Verde
al Castello del Cassero di Camerata Picena

Il castello del Cassero ha ospitato dal 27 marzo al 18 aprile una mostra collettiva dedicata a Giovanni Battista Pergolesi in occasione dei 300 anni dalla nascita. Al progetto, lanciato sul web e dedicato all’opera sacra Stabat Mater del compositore marchigiano, hanno aderito venti artisti da tutto il mondo..
La mostra organizzata dagli artisti del Faro Verde in collaborazione con il comune di Camerata Picena, la Fondazione Pergolesi e l'Associazione Culturale Quinto Curzi.
Inaugurata venerdì 27 marzo alle ore 18.00 la terza edizione di Arte al Castello, promossa dal Comune di Camerata Picena e dedicata quest'anno alla composizione sacra Stabat Mater di G.B. Pergolesi.  La web comunity del Faro Verde ancora una volta si riunisce presso il Castello del Cassero per dar vita alla terza collettiva a tema, dopo le positive esperienze dedicate nel 2008 all’anoressia e nel 2009 al volontariato, in particolare a Carlo Urbani e ai medici senza frontiere. Quest'anno in occasione dei 300 anni dalla nascita di G.B. Pergolesi, è stata lanciata sul web la proposta di una mostra ispirata allo Stabat Mater e alla figura di Maria. Oltre venti gli artisti che hanno accettato la proposta inviando le loro opere, che spaziano dalla pittura alla scultura. Nell’ambito dell’iniziativa il 28 marzo presso la chiesa di San Rocco a Camerata Picena si è tenuto un concerto dedicato allo Stabat Mater a cura della Corale Quinto Curzi - dell'Associazione San Michele Arcangelo di Ancona. E per finire il 17 aprile alle ore 17.30 si è svolto nella sede dell'esposizione un incontro dedicato al tema "Religione e arte contemporanea. Lo Stabat Mater dal '600 ai nostri giorni" con i filosofi Giancarlo Galeazzi e Fabio Maria Serpilli.


IN OCCASIONE DELLE CELEBRAZIONI PER L'ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI GIOVAN BATTISTA PERGOLESI

LA WEB ART COMMUNITY DEL FARO VERDE HA ORGANIZZATO IN COLLABORAZIONE CON IL COMUNE DI CAMERATA PICENA UNA COLLETTIVA A TEMA ISPIRATA ALLE POETICHE DELLO "STABAT MATER", LA MOSTRA SI TERRA' PRESSO IL CASTELLO DEL CASSERO NEL COMUNE DI CAMERATA PICENA DAL 27 MARZO AL 18 APRILE 2010
NELL'AMBITO DELLA COLLETTIVA SONO STATE  ORGANIZZATE DELLE MAVIFESTAZIONI COLLATERALI A TEMA

Giovanni Battista Pergolesi (Jesi, 4 gennaio 1710 – Pozzuoli, 17 marzo 1736) è stato un compositore italiano di opere buffe e musica sacra dell'epoca barocca, oltre che un valente violinista ed organista.

Le innovazioni nel campo della musica sacra, sebbene incontrino maggior difficoltà ad attecchire rispetto a quelle di altri generi, trovano invece una unitaria compostezza nello Stabat Mater di Pergolesi: ciò avviene da un punto di vista stilistico grazie all'approdo ad una prospettiva più squisitamente sentimentale (Teoria degli affetti), incentrata sul pathos del testo sacro e, da un punto di vista tecnico-compositivo, grazie all'alleggerimento degli austeri toni presenti nella versione scarlattiana. Ciò non implica un completo abbandono delle forme tipiche della tradizione sacra - presente per esempio nei richiami arcaicizzanti di alcuni passaggi del "Fac, ut ardeat cor meum" - ma esse si compendiano in un perfetto bilanciamento con i drammatici trilli del "Cujus animam gementem" o nell'interpretazione dei toni dell'anima con il "Fac me vere tecum flere". Tali caratteristiche, fanno di questo lavoro uno dei più importanti esempi della musica italiana del '700. 4 gennaio 1710 Giovanni Battista Pergolesi (Jesi, 4 gennaio 1710 – Pozzuoli, 17 marzo 1736) è stato un compositore italiano di opere buffe e musica sacra dell'epoca barocca, oltre che un valente violinista ed organista Giovanni Battista Pergolesi.

Stabat mater
la sua semplicità (non banalità) unita a una verità ed a una varietà di stili, ad una partecipazione, che faceva intuire dove poteva arrivare Pergolesi se non fosse stato strappato al mondo ancora in giovane età.
È una musica non pretenziosa, si direbbe umile, dove sono eliminati ogni sorta di virtuosismo esteriore fine a sé stesso ed ogni sorta di artificio superfluo ed inutile.
Tutto sorregge il canto ed è funzionale al risplendere delle due voci femminili, e già dall'introduzione si delinea un clima commovente e malinconico, la musica prende vita, forma, diventa arte altissima e sembra quasi di scorgere il volto in lacrime della Madonna davanti al Cristo.

In una vicenda così intricata, rimangono due certezze: intanto la bellezza pura, malinconica ma non drammatica, che risplende tutta la sequenza, quasi come se Pergolesi vi si fosse rispecchiato ed avesse ritrovato gli accenti più veri del suo dolore in quel canto, forse - a detta di alcuni critici - un po' piatto, ma sincero e profondamente sentito.
In seconda analisi, il grande successo che riportò lo Stabat fin da subito, al punto che il grande Bach decise di farsene una copia propria, un successo che commosse il mondo, come se da quella piccola celletta la musica del compositore jesino riuscisse a parlare a tutti.


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CAMERATA PICENA

camerata.jpgCamerata Picena è un antichissimo paese che sorge nelle immediate vicinanze di Ancona.
Il centro storico del capoluogo, che presenta intatta la forma del nucleo originario del castello, si affaccia sulla Vallesina e sulla frazione Piane, mentre su di un altro colle ad appena tre chilometri di distanza, sorge il nucleo storico del Cassero, cresciuto ai margini dell'omonimo castello e articolato principalmente lungo il crinale che si snoda verso Castelferretti.

Il castello del Cassero (luogo dell mostra)conserva la sua identità formale pur avendo perso molti attributi della sua attrezzatura difensiva: è a pianta quadrata, con i torrioni disposti nel mezzo dei lati; l'ingresso è posto verso Ancona. All'interno c'è un cortile pavimentato con i ciotoli di fiume infissi di taglio. Al centro, essenziale, un pozzo. Anche la chiesa, oggi antistante il portale d'ingresso, era originariamente all'interno.
 
Alcune mete storico-culturali

Cappellina votiva di via Cassero
Edificata nel 1865, è dedicata “alla gran madre di Dio – monumento di gratitudine del sig. Paolo Mereghi e dei cameratesi liberati dal cholera” Al suo interno è custodito il quadro ritenuto dalla tradizione popolare “miracoloso”. Si tratta di un olio su tela di autore anonimo risalente al seicento, rappresenta la sacra famiglia. La composizione si ispira quasi completamente ad un’opera del gran maestro fiorentino Andrea del Sarto (1486-1531).


 
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Libri

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