LA WEB ART COMMUNITY DEL FARO VERDE HA ORGANIZZATO IN COLLABORAZIONE CON IL COMUNE DI CAMERATA PICENA UNA COLLETTIVA A TEMA ISPIRATA ALLE POETICHE DELLO "STABAT MATER", LA MOSTRA SI TERRA' PRESSO IL CASTELLO DEL CASSERO NEL COMUNE DI CAMERATA PICENA DAL 27 MARZO AL 18 APRILE 2010
NELL'AMBITO DELLA COLLETTIVA SONO STATE ORGANIZZATE DELLE MAVIFESTAZIONI COLLATERALI A TEMA
Giovanni Battista Pergolesi (Jesi, 4 gennaio 1710 – Pozzuoli, 17 marzo
1736) è stato un compositore italiano di opere buffe e musica sacra
dell'epoca barocca, oltre che un valente violinista ed organista.
Le innovazioni nel campo della musica sacra, sebbene incontrino maggior difficoltà ad attecchire rispetto a quelle di altri generi, trovano invece una unitaria compostezza nello Stabat Mater di Pergolesi: ciò avviene da un punto di vista stilistico grazie all'approdo ad una prospettiva più squisitamente sentimentale (Teoria degli affetti), incentrata sul pathos del testo sacro e, da un punto di vista tecnico-compositivo, grazie all'alleggerimento degli austeri toni presenti nella versione scarlattiana. Ciò non implica un completo abbandono delle forme tipiche della tradizione sacra - presente per esempio nei richiami arcaicizzanti di alcuni passaggi del "Fac, ut ardeat cor meum" - ma esse si compendiano in un perfetto bilanciamento con i drammatici trilli del "Cujus animam gementem" o nell'interpretazione dei toni dell'anima con il "Fac me vere tecum flere". Tali caratteristiche, fanno di questo lavoro uno dei più importanti esempi della musica italiana del '700. 4 gennaio 1710 Giovanni Battista Pergolesi (Jesi, 4 gennaio 1710 – Pozzuoli, 17 marzo 1736) è stato un compositore italiano di opere buffe e musica sacra dell'epoca barocca, oltre che un valente violinista ed organista Giovanni Battista Pergolesi.
Stabat mater
la sua semplicità (non banalità) unita a una verità ed a una varietà di stili, ad una partecipazione, che faceva intuire dove poteva arrivare Pergolesi se non fosse stato strappato al mondo ancora in giovane età.
È una musica non pretenziosa, si direbbe umile, dove sono eliminati ogni sorta di virtuosismo esteriore fine a sé stesso ed ogni sorta di artificio superfluo ed inutile.
Tutto sorregge il canto ed è funzionale al risplendere delle due voci femminili, e già dall'introduzione si delinea un clima commovente e malinconico, la musica prende vita, forma, diventa arte altissima e sembra quasi di scorgere il volto in lacrime della Madonna davanti al Cristo.
In una vicenda così intricata, rimangono due certezze: intanto la bellezza pura, malinconica ma non drammatica, che risplende tutta la sequenza, quasi come se Pergolesi vi si fosse rispecchiato ed avesse ritrovato gli accenti più veri del suo dolore in quel canto, forse - a detta di alcuni critici - un po' piatto, ma sincero e profondamente sentito.
In seconda analisi, il grande successo che riportò lo Stabat fin da subito, al punto che il grande Bach decise di farsene una copia propria, un successo che commosse il mondo, come se da quella piccola celletta la musica del compositore jesino riuscisse a parlare a tutti.
CAMERATA PICENA

Camerata Picena è un antichissimo paese
che sorge nelle immediate vicinanze di Ancona.
Il centro storico del capoluogo, che presenta intatta la forma del
nucleo originario del castello, si affaccia sulla Vallesina e sulla
frazione Piane, mentre su di un altro colle ad appena tre chilometri di
distanza, sorge il nucleo storico del Cassero, cresciuto ai margini
dell'omonimo castello e articolato principalmente lungo il crinale che
si snoda verso Castelferretti.
Il castello del Cassero (luogo dell mostra)conserva la sua identità
formale pur avendo perso molti attributi della sua attrezzatura
difensiva: è a pianta quadrata, con i torrioni disposti nel mezzo dei
lati; l'ingresso è posto verso Ancona. All'interno c'è un cortile
pavimentato con i ciotoli di fiume infissi di taglio. Al centro,
essenziale, un pozzo. Anche la chiesa, oggi antistante il portale
d'ingresso, era originariamente all'interno.
Alcune mete storico-culturali
Cappellina votiva di via Cassero
Edificata nel 1865, è dedicata “alla gran madre di Dio – monumento di
gratitudine del sig. Paolo Mereghi e dei cameratesi liberati dal
cholera” Al suo interno è custodito il quadro ritenuto dalla tradizione
popolare “miracoloso”. Si tratta di un olio su tela di autore anonimo
risalente al seicento, rappresenta la sacra famiglia. La composizione si
ispira quasi completamente ad un’opera del gran maestro fiorentino
Andrea del Sarto (1486-1531).
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